
Ad accompagnare il corredo, conservato presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e composto da ornamenti preziosi in oro e in argento, testimonianze fondamentali del periodo Orientalizzante (VII secolo a.C.), ma anche oggetti da ricondursi al banchetto e all’offerta sono state la restauratrice Miriam Lamonaca, la responsabile dell’ufficio mostre, Maria Paola Guidobaldi e la curatrice della sezione, Antonietta Simonelli.
La mostra sara’ visitabile fino al 19 ottobre. Partecipano anche altre istituzioni italiane tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Firenze che ha inviato le sculture monumentali di Casale Marittimo e del Tumulo della Pietrera di Vetulonia, integrate nell’allestimento curato dal Prof. Nikolaos Chr. Stampolidis, Direttore Generale del Museo dell’Acropoli, e la statuetta d’avorio di dea lattante del Circolo della Fibula di Marsiliana d’Albegna, assieme diversi elementi della suppellettile di bronzo e pasta vitrea dai corredi funerari orientalizzanti di Marsiliana e di Vetulonia.

Il museo dell’antica Eleutherna e’ nato nel 2016. Espone reperti datati dal 3000 a.C. fino al XIV d.C., tra cui ceramiche, sculture (come la “Lady of Eleutherna”), oggetti funerari e armi, offrendo una narrazione completa della storia cretese dal Bronzo finale all’epoca bizantina. La tomba Bernardini fu scoperta casualmente nel 1876, e sebbene si siano perse notizie riguardo alla sua ubicazione, è conservata un’accurata descrizione della sepoltura. Gli oggetti ritrovati sono databili ad un periodo compreso tra il 680 e il 650 a.C.. Tra questi si segnala una piastra in oro, un pettorale, animato da oltre un centinaio di figurine di animali. Oltre a questo ritrovamento, sono emersi preziosi vasellami, un kotyle d’oro, un piccolo calderone con dei serpenti, una rara coppa di vetro azzurro e un’iscrizione latina etruscheggiante. (@EtruscanTimes)


