A Marzabotto riapre il museo Pompeo Aria, un ponte tra la Kainua etrusca e oggi

MARZABOTTO (BOLOGNA), 8 GIUGNO 2026 – A oltre un secolo dalla scoperta dell’antica città etrusca sull’altopiano tra Reno e Setta, Marzabotto si propone come uno dei più avanzati laboratori italiani per la museologia archeologica, dove il racconto degli Etruschi incontra i linguaggi del presente senza rinunciare al rigore della ricerca scientifica. Non più soltanto un museo archeologico, ma un luogo capace di mettere in relazione ricerca, paesaggio, comunità e contemporaneità. Con questa ambizione (e rispettando il calendario previsto per i lavori), ha riaperto oggi al pubblico il MNEMA – Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, porta d’accesso all’antica Kainua, una delle città etrusche meglio conservate e leggibili dell’intero Mediterraneo.

Il museo, completamente riallestito grazie a un investimento di 800 mila euro del Ministero della Cultura, inaugura il nuovo percorso permanente “Vivere Kainua”, un progetto che punta a superare la tradizionale separazione tra spazio espositivo e un’area archeologica di che si estende per una superficie di ben 25 ettari per raccontare la città etrusca come un unico organismo vivente. Il sito di Marzabotto conserva infatti un carattere unico nel panorama etrusco: è l’unica città dell’Etruria settentrionale ancora percorribile nel suo impianto urbanistico originario, con strade, quartieri e aree sacre che permettono di leggere concretamente la pianificazione urbana del IV secolo a.C.

Marzabotto – Tempio di Tina – Cred. Missione Unibo a Marzabotto

Le primissime notizie sull’antico insediamento etrusco di Kainua risalgono alla metà del XVI secolo, ma fu solo dopo il 1831 che si ebbero i ritrovamenti più significativi, in occasione dei lavori di realizzazione di un parco adiacente alla villa degli Aria. Dal 1862 si susseguirono una serie di scavi ufficiali diretti da illustri archeologi, come Giovanni Gozzadini, Gaetano Chierici e Edoardo Brizio, a cui si deve anche la prima sistemazione dei reperti nel museo nel frattempo creato all’interno della villa.

Intitolato al conte Pompeo Aria, che per primo organizzò la collezione di reperti, il museo sorge al margine dell’area archeologica, proprietà dello Stato italiano in virtu’ dell’atto di donazione dell’8 giugno 1933. L’importanza del sito è dovuta al fatto che, a differenza della quasi totalità delle città etrusche, Kainua (originariamente nota con il nome di Misa) rimase a lungo abbandonata ed emarginata dai successivi insediamenti e è rimasta quindi leggibile nel suo originario tessuto urbano, risalente alla seconda metà del VI secolo a.C. e attivo fino alla metà del IV secolo quando la città fu occupata dai Celti. Solo recentemente si è aggiunta la scoperta, sull’altro versante appenninico, di un altro insediamento simile, Gonfienti, vicino a Prato, che ha permesso di chiarire i rapporti sociali e commerciali della zona.

Il nuovo allestimento, progettato dall’architetto Fabio Fornasari, propone una narrazione che segue la biografia degli oggetti, dal momento della scoperta archeologica fino alla loro interpretazione storica e sociale. Accanto ai reperti già noti trovano spazio numerosi materiali emersi negli ultimi anni dalle campagne di scavo dell’Università di Bologna, che hanno contribuito ad ampliare la conoscenza della vita quotidiana, delle attività produttive e della dimensione religiosa dell’antica Kainua. Tra le novità figura anche una mostra temporanea dedicata alle terrecotte votive provenienti dal santuario etrusco di Veio e conservate presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

“Il progetto di riallestimento e rilettura dell’area archeologica nasce da una riflessione profonda sul ruolo che un museo deve avere oggi: non soltanto luogo di conservazione, ma uno spazio capace di creare connessioni tra ricerca, paesaggio, comunità e visitatori”, ha detto la direttrice Denise Tamborrino, sottolineando che l’obiettivo è quello di rendere il patrimonio più accessibile attraverso nuovi strumenti interpretativi, comprese riproduzioni tattili (a cura di Pithos Ancient Reproduction e Federico Marri) e installazioni sonore che ricostruiscono i paesaggi acustici dell’epoca etrusca. Il visitatore viene così accompagnato in un’esperienza immersiva che mette in relazione reperti, ambiente naturale e memoria storica.

La città antica come laboratorio sul presente

Al centro della nuova visione si colloca il concept “Kainua. Manuale d’uso”, sviluppato insieme al designer Roberto Zancan dell’HEAD di Ginevra. L’idea è quella di considerare la città antica non come una realtà congelata nel passato ma come un laboratorio di riflessione sul presente, capace di interrogare il nostro modo di abitare il territorio, costruire relazioni e organizzare lo spazio urbano.

La riapertura segna l’ingresso dell’arte contemporanea nel racconto del sito. L’artista bolognese Eva Marisaldi presenta infatti “Under the Same Sky”, un progetto composto da tre interventi site-specific che invitano il pubblico a osservare Kainua da prospettive inedite. Le opere non si limitano ad accompagnare la visita, ma diventano strumenti di dialogo tra passato e presente, suggerendo nuove letture della società etrusca e della sua quotidianità.

Uno spazio inclusivo in continua evoluzione

Elisabetta Govi

Per Luigi Gallo, da febbraio direttore dei Musei Nazionali di Bologna, il nuovo MNEMA rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di valorizzazione del patrimonio etrusco italiano. Un museo concepito come spazio aperto e inclusivo, in continua evoluzione, dove la ricerca scientifica e la partecipazione del pubblico diventano parte integrante della stessa esperienza culturale.

La riapertura sarà accompagnata per tutta l’estate da incontri, visite speciali e iniziative dedicate all’archeologia, tra cui un approfondimento di Elisabetta Govi e Federica Timossi sul santuario delle acque di Kainua nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia e una apertura straordinaria della Necropoli Nord, normalmente non accessibile ai visitatori. (@EtruscanTimes)

Website |  + posts

Ultime Notizie

Vulci nel Mondo

Il più grande database online di reperti dall' Etruria

Notizie correlate