PADOVA, 24 MAGGIO – C’e’ anche un cavallo, animale importante nella cultura degli antichi Veneti che abitavano la zona: a Padova, nell’area del polo didattico di via Campagnola in cui sorgerà un nuovo studentato da 76 posti letto, e’ emersa una nuova necropoli di eta’ preromana.
Già tra il 2022 e il 2023, nel corso dei lavori propedeutici alla realizzazione delle tre grandi aule – da 250 posti ciascuna – ora utilizzate per le lezioni dei corsi di laurea di Pedagogia, Psicologia, Sociologia e Formazione primaria, erano riemerse ben 220 tombe databili tra l’età augustea e gli inizi del II secolo dopo Cristo. I nuovi reperti sono piu’ antichi, e quindi in grado di fornire preziose informazioni su quel periodo e di indicare con maggior precisioni i confini dell’allora città dato che le necropoli venivano messe subito al di fuori delle mura.
I dati sono ancora preliminari. A oggi, le tombe individuate (in questo caso dalle ditte archeologiche Semper e Malvestio), sono una decina, tra le quali vi è una prevalenza di tombe “a dolio” – grandi contenitori ceramici che contenevano il vaso ossuario e il corredo funebre – ma anche casse di legno e cassette di pietra. La tomba più ricca trovata finora ha un ricco corredo di almeno 36 reperti tra cui due vasi ossuari, numerosi oggetti in terracotta di varie fogge e alcuni elementi in bronzo e in ferro, i quali denotano un livello sociale elevato. A rendere ancor più speciale questa necropoli è la presenza delle ossa (per il momento è stato riesumato il costato) di un cavallo, animale dall’importante significato simbolico e rituale per i veneti del tempo, popolo localizzato nelle remote contrade dell’alto Adriatico e noto per gli allevamenti di cavalli da corsa.
Per la rettrice Daniela Mapelli la nuova scoperta arricchisce la conoscenza della storia di Padova e dimostra, ancora una volta, quanto sia preziosa la sinergia tra sviluppo urbano, ricerca scientifica e tutela del territorio. Cinzia Rossignoli, funzionaria archeologa della Soprintendenza, ricorda che le conoscenze riguardanti questo settore della città erano estremamente scarse e si riteneva che in questa zona vi fossero per lo più suoli agrari, quindi aree destinate alla coltivazione: “La scoperta delle tombe ha cambiato le carte in tavola: adesso abbiamo diversi elementi per chiarire l’urbanistica di Padova preromana. Al momento non sappiamo se, una volta rimosse le tombe visibili, ce ne saranno delle altre anche se sembrerebbe di no: una volta completati gli scavi studieremo sia i dati risultanti che i corredi funebri rinvenuti, mentre l’area verrà coperta e la ditta incaricata potrà continuare a costruire lo stabile”. (@EtruscanTimes)