A Potenza uno specchio etrusco dialoga con Narciso, uno dei riflessi piu’ celebri della storia

POTENZA, 15 SETTEMBRE 2026 – Uno specchio etrusco di oltre duemila anni fa dialoga con uno dei riflessi più celebri della storia della pittura. Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è tra i prestatori della mostra “Caravaggio. Narciso. Il mito di un capolavoro”, aperta fino al 30 novembre al Museo Archeologico Provinciale di Potenza, dove il mito antico del giovane innamorato di se stesso viene raccontato attraverso archeologia, pittura e linguaggi contemporanei.

Villa Giulia partecipa con uno specchio in bronzo della Collezione Castellani, datato al IV-III secolo a.C. e decorato a incisione con due figure maschili nude. Un oggetto particolarmente suggestivo in un percorso costruito intorno al tema dell’immagine e del riflesso: gli specchi furono infatti nel mondo etrusco non soltanto oggetti della vita quotidiana, ma anche supporti privilegiati per raffigurazioni figurative e mitologiche.

Al centro della mostra è il Narciso di Palazzo Barberini, attribuito a Caravaggio da Roberto Longhi: il giovane si china sull’acqua, rapito dalla propria immagine e nel vano tentativo di raggiungerla. “Nato in Beozia come racconto locale, ripreso da Ovidio nelle Metamorfosi, diffuso nelle case vesuviane, riproposto tra Umanesimo e Rinascimento, fino a ispirare Levi proprio a partire dal dipinto di Caravaggio — che oggi, per la prima volta, gli viene affiancato”, ha spiegato il capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, Massimo Osanna. Curata da Paola Nicita, funzionaria storica dell’arte delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, e Fabrizio Carinci, referente per la Direzione Generale Musei, l’esposizione è concepita come un racconto in cinque atti. Si parte dalle radici archeologiche e letterarie del mito, con l’affresco pompeiano “Narciso alla fonte” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e un’edizione cinquecentesca delle Metamorfosi.

Il visitatore entra poi in un ambiente immersivo di superfici riflettenti e giochi di luce, mentre documentari, cinema d’autore e animazione mostrano la sopravvivenza di Narciso nell’immaginario contemporaneo. Il percorso conduce quindi, in uno spazio quasi meditativo, all’incontro con il dipinto attribuito a Caravaggio, prima di chiudersi con un confronto inedito con il Novecento lucano e con le opere dedicate allo stesso soggetto da Carlo Levi, ispirato proprio dal Narciso caravaggesco.

“Un’opportunità irripetibile di ammirare il Narciso e la mostra a lui dedicata a Potenza”, l’ha definita Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica che hanno concesso il dipinto, sottolineando anche il valore del progetto per avvicinare scuole e giovani alla storia dell’arte.

Accanto a Villa Giulia e Palazzo Barberini, il percorso riunisce prestiti dalle Gallerie degli Uffizi, dalle Gallerie Estensi, dal Museo di Capodimonte, dai Musei Nazionali di Genova, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia e da altre collezioni nazionali, con opere, tra gli altri, di Vincenzo Gemito, Giovanni Antonio Boltraffio, Domenico Parodi, Jean Roos, Charles Mellin e Giulio Carpioni. Inaugurata il 10 settembre, “Caravaggio. Narciso. Il mito di un capolavoro” resterà aperta al Museo Archeologico Provinciale di Potenza fino al 30 novembre. (@EtruscanTimes)

Redazione
+ posts

Ultime Notizie

Vulci nel Mondo

Il più grande database online di reperti dall' Etruria

Notizie correlate