A San Casciano l’anno della terracotta, nel 2026 la prima ala del museo

SAN CASCIANO DEI BAGNI, 22 DICEMBRE – Al Santuario Grande di San Casciano dei Bagni esisteva una grande scuola medica etrusca: e’ questo uno dei risultati della campagna di scavo 2025. I risultati dell’ultima stagione di ricerche, presentati ieri nel Teatro dei Georgofili Accalorati della cittadina toscana, aprono nuovi scenari sulla storia del sito, anticipandone di almeno due secoli le origini.

Se nelle campagne precedenti era stato soprattutto il bronzo a restituire i dati più eclatanti, quest’anno sono le terrecotte a emergere con forza. All’esterno del recinto più antico, nell’angolo sud-occidentale, è stato avviato lo scavo di quella che appare come una favissa, ovvero un deposito votivo sacro, il cui scavo è solo all’inizio e si preannuncia, già dalla prossima campagna, come una straordinaria fonte di informazioni. I materiali rinvenuti finora – che ha restituito incensieri, teste votive, vasi rituali e numerosi altri reperti ancora in corso di studio da parte del team di archeologi – comprendono anche parti anatomiche in terracotta – piedi, gambe, mani, teste, infanti in fasce – oltre a frammenti di statue e a elementi di decorazione architettonica come antefisse.

Retrodatata al V a.C. la vita del santuario

La scoperta più significativa della campagna 2025, si spiega in una nota, riguarda la cronologia delle prime fasi di vita del santuario, datata alla fine del V secolo a.C., e non più al III secolo a.C. come ipotizzato in precedenza. Questo dato prefigura l’esistenza di un grande santuario di età alto-arcaica in prossimità della sorgente o nelle sue immediate vicinanze. A testimoniarlo è, tra l’altro, un frammento di candelabro in bronzo. Nuovi rinvenimenti, tra cui un fulmine e un ramo in bronzo, accompagnano invece la fase finale del sito, quando nel V secolo d.C., in seguito agli editti di Teodosio, il santuario venne chiuso.

In questo momento di trasformazione radicale, una serie di altari fu spezzata e disposta a formare una nuova piattaforma davanti all’ingresso del tempio, collocata spazialmente tra la sorgente principale indagata negli ultimi anni e una seconda sorgente più a sud, probabilmente fulcro di un ulteriore polo sacro. Dal punto di vista delle strutture, la campagna 2025 ha confermato la presenza di un grande recinto di età etrusca, attivo almeno dal III secolo a.C. ma verosimilmente più antico, di dimensioni simili a quelle del tempio di età romano-imperiale. In più punti il recinto presenta evidenze di riti di abbandono, caratterizzati dalla dispersione intenzionale di terrecotte architettoniche.

La fase tardo-antica

Particolarmente significativa è la fase tardo-antica del santuario, quando nel IV secolo d.C., a seguito di una serie di crolli del tempio di età imperiale, i Romani realizzarono un grande muro di contenimento, scavando profondamente nelle stratificazioni precedenti. In quell’occasione parte dei depositi etruschi venne intercettata e rovesciata all’esterno del tempio, secondo un complesso rituale. Su questi livelli si rinvengono anche oggetti votivi eccezionali, tra cui teste, figure infantili intere e soprattutto un modello poliviscerale in terracotta che rappresenta, allo stato attuale delle conoscenze, la più accurata raffigurazione dei visceri umani mai rinvenuta. Questa scoperta rafforza ulteriormente l’ipotesi della presenza di una vera e propria scuola medica di età etrusca, attiva almeno dal III secolo a.C. Il corpo umano veniva studiato e curato nei pressi del Bagno Grande, dove vi erano medici, ma anche artigiani capaci di tradurre questa conoscenza in bronzo e terracotta.

Accanto allo scavo, proseguono anche gli altri progetti di valorizzazione: l’Università per Stranieri di Siena è impegnata nello sviluppo dell’Hub di ricerca, mentre Soprintendenza e Ministero dellq Cultura lavorano al futuro Museo e Parco archeologico. Il soprintendente Nannetti e la funzionaria archeologa Ada Salvi hanno illustrato lo stato di avanzamento del progetto del museo. I primi lavori inizieranno a febbraio, con l’obiettivo di aprirne una prima ala entro la fine del 2026. (@EtruscanTimes)

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