ROMA, 10 NOVEMBRE 2025 – San Casciano dei Bagni è stata al centro del secondo appuntamento del ciclo di conferenze Material Environments, un programma articolato in cinque incontri promosso, insieme, dall’American Academy in Rome e dalla British School at Rome per l’anno accademico 2025–2026. La serie nasce dall’esigenza di ripensare gli ambienti dell’Italia antica e post-classica attraverso un dialogo multidisciplinare capace di integrare archeologia, scienze naturali, tecnologie digitali e analisi storiche. L’obiettivo è comprendere come paesaggio, clima e società umane si siano reciprocamente modellati nel corso dei secoli.

A presentare a Roma mercoledì 10 Dicembre, alle ore 18:00, presso la British school (Via Antonio Gramsci 61), gli esiti più recenti degli scavi condotti a San Casciano dei Bagni (e da lui diretti) è stato Jacobo Tabolli, 41 anni, professore associato di civiltà preromane ed etruscologia presso l’Università per Stranieri di Siena. Il titolo della conferenza era No More Water But the Fire Next Time: Excavating the Healing Landscape of San Casciano dei Bagni.
Il santuario termale di San Casciano è diventato negli ultimi anni un punto di riferimento internazionale per l’eccezionale conservazione del contesto e per l’abbondanza dei materiali rinvenuti, capaci di illuminare con nuove sfumature la religiosità etrusca e romana.

Tabolli ha illustrato gli sviluppi più recenti degli scavi, accompagnando il pubblico in un viaggio attraverso rituali, pratiche e credenze che animavano le sorgenti sacre. L’acqua, elemento centrale per la guarigione e la purificazione, non esauriva però la complessità del paesaggio cultuale.

Accanto a essa, il fuoco svolgeva un ruolo altrettanto fondamentale, simbolo di trasformazione, offerta e rigenerazione. È nel dialogo tra questi due elementi primordiali che si definiva un sistema religioso ricco e articolato, in cui natura e sacralità si intrecciavano profondamente.

