Addio a Clemente Marconi, per decenni scavò a Selinunte

NEW YORK, 25 LUGLIO 2026 – Vasto cordoglio nel mondo dell’archeologia per la prematura scomparsa di Clemente Marconi. Docente alla New York University e negli ultimi anni impegnato in prima linea in importanti scavi nel sito dell’antica Selinunte con straordinarie scoperte nell’area dell’Acropoli, Marconi e’ morto il 22 luglio a New York. Aveva 60 anni.

La notizia è stata comunicata dalla moglie, Rosalia Pumo, al direttore del parco archeologico di Selinunte, Felice Crescente. Per decenni Marconi è stato protagonista di importanti campagne di scavi a Selinunte, con straordinarie scoperte nell’area dell’Acropoli. “Clemente Marconi ha veramente amato Selinunte, le ha dedicato decenni di ricerca, passione e rigore scientifico con un trasporto straordinario che andava ben oltre il lavoro da archeologo”, ha detto Crescente, direttore del Parco Archeologico: “Ogni sua campagna di scavo ci regalava un nuovo tassello della storia complessa e stratificata di questo sito che ha anche tanto da raccontarci. Ci mancherà moltissimo Clemente Marconi. Dalla mia finestra lo vedevo sugli scavi, sempre con un abito di lino bianco e il cappello, pareva una nuvola: ci mancheranno le sue discussioni dotte, la cura e la delicatezza che metteva in ogni studio o attività. Ma la sua eredità continuerà a vivere negli studi, nelle scoperte e nella memoria di Selinunte”.

Marconi era legato a Selinunte e ne conosceva ogni pietra, restando sotto il sole asfissiante dell’estate se aveva anche lontanamente l’impressione che qualcosa di nuovo stava saltando fuori. Al sito lo legava una tradizione di famiglia: il padre Paolo, eminente architetto del restauro a Roma Tre, e la prozia paterna, l’archeologa Jole Bovio Marconi, che aveva fatto innalzare per anastilosi le colonne del tempio E di Selinunte.

Studente alla Sapienza, Marconi frequentava e studiava nei depositi del museo Salinas. Poi dopo la laurea, nei depositi del museo Griffo di Agrigento e qui conosce Rosalia che in seguito diventerà sua moglie. Partecipa al concorso per titoli della Regione per dirigenti archeologi, ma non entra in graduatoria, pur essendo un grandissimo conoscitore dei materiali ceramici ed avendo partecipato a diverse campagne di scavo. Allora va in America alla Columbia e poi alla New York University e con questa università torna a Selinunte per avviare campagne di scavo.

Archeologo specializzato nel Mediterraneo antico, un dottorato alla Normale di Pisa con Salvatore Settis, Clemente Marconi ha insegnato a Columbia dal 1999 al 2006, anno in cui e’ passato all’Institute of Fine Arts, la scuola di eccellenza di NYU per la storia dell’arte. Per conto di NYU e dal 2017 l’Universita’ di Milano ha diretto una missione a Selinunte dove ha portato con sé decine di studenti provenienti da tutto il mondo e trasmettendo loro la passione per l’archeologia e per l’antica città. Accademico dei Lincei nel 2021 e membro di numerose istituzioni scientifiche e accademie, Marconi si è contraddistinto per il rigore scientifico e metodologico e per la generosità nei confronti di colleghi e allievi.

Clemente Marconi a Metaponto

Negli ultimi mesi stava collaborando con la Direzione generale Musei al progetto di riallestimento del Museo archeologico nazionale di Metaponto: Massimo Osanna lo aveva chiamato a far parte del gruppo di lavoro, insieme al prof. Carlo Rescigno, per l’elaborazione del nuovo progetto espositivo del Museo, proprio in ragione della sua autorevole competenza sul mondo greco d’Occidente.

La Scuola Archeologica Italiana a Atene si e’ unita ai messaggi di cordoglio: “Con la sua perdita, l’archeologia classica perde uno dei suoi protagonisti più importanti. Un ricercatore eccezionalmente prezioso, un insegnante autentico e un innovatore, Clemente ha gestito, come pochi altri, l’esperienza concreta delle scavi con entusiasmo, umorismo e rara umanità. La sua assenza lascia un vuoto che nessuna frase può coprire”. (@EtruscanTimes)
Redazione
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