Addio a Elena Colonna Di Paolo, etruscologa e moglie di Giovanni Colonna

ROMA, 28 MAGGIO 2026 – Il mondo dell’etruscologia si unisce al prof. Giovanni Colonna nel dolore per la perdita della moglie Elena, lei stessa archeologa nota per i suoi studi e pubblicazioni sulle necropoli rupestri dell’Etruria meridionale. “Ci piace ricordarla sempre a fianco del prof. Colonna e soprattutto degli archeologi e colleghi di Pyrgi, luogo che amava moltissimo e che conserverà per sempre il suo affettuoso ricordo”, ha scritto sui social la Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio dell’Etruria Meridionale evocando “la dolcezza, la simpatia e il valore umano di Elena”.

Elena Di PaoloElena Colonna Di Paolo aveva 85 anni. La sua vita e il lavoro sono state intrinsecamente legate all’unione personale e professionale con Giovanni Colonna. Con il marito, professore emerito alla Sapienza di Roma, scopritore delle lamine di Pyrgi e maestro di generazioni di etruscologi italiani, la signora Elena aveva scavato alcune necropoli rupestri del Viterbese e pubblicato due opere monografiche: Castel d’Asso (1970) e Norchia I (1978). “La sua dolcezza e il suo grande amore saranno sempre un ricordo indelebile per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla, sui campi di Pyrgi o al fianco del ‘professore’ a magnificarne le gesta”, ha commentato Valentino Nizzo dell’Universita’ degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’ ed ex direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

“La signora Elena, come noi pyrgensi l’abbiamo sempre chiamata. Ricercatrice del CNR, esperta delle necropoli rupestri del Viterbese, scavatrice di Pyrgi”: questa l’epigrafe della pagina dedicata alle ricerche della Sapienza Università di Roma nel comprensorio archeologico di Pyrgi: “Pyrgi è sempre stata al centro della sua vita e del suo cuore. A Pyrgi l’abbiamo conosciuta come moglie del prof. Colonna, ma anche come presenza discreta, protettiva, amorevole, premurosa, sorridente, ironica, con uno sguardo penetrante e dolce allo stesso tempo, capace di accogliere e far sentire a proprio agio tutti, anche gli studenti più giovani per la prima volta alle prese con la vita dello scavo. Il suo sorriso e la sua umanità, la generosità e la capacità di intessere rapporti sinceri e senza sovrastrutture sono un bagaglio che conserviamo dentro di noi e che non dimenticheremo mai”. (@EtruscanTimes)

 

Redazione
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