Addio a Giulio Ciampoltrini, archeologo a tutto campo in Toscana

FIRENZE, 31 MAGGIO 2026 – Il mondo della cultura in Toscana e’ in lutto per la perdita di Giulio Ciampoltrini, uno degli archeologi toscani più prolifici e a tutto campo degli ultimi decenni. Storico funzionario e poi Direttore dell’Ufficio di Lucca per la Soprintendenza Archeologica per la Toscana, dopo la laurea all’Università di Pisa nel 1975 e la specializzazione in archeologia, aveva lavorato per quasi quarant’anni sul campo operando soprattutto nelle province di Lucca e Grosseto, dirigendo o seguendo centinaia di interventi di tutela, scavi urbani e ricerche territoriali.

Membro corrispondente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e dell’Accademia dei Sepolti di Volterra, Ciampoltrini aveva scavato in tutta la Toscana. Studioso in particolare della Maremma e della Lucchesia, autore di oltre 400 pubblicazioni di cui 250 liberamente fruibili su Academia, Ciampoltrini ha contribuito agli studi sull’Etruria settentrionale, un’area per molto tempo ai margini della grande narrativa etrusca dominata da Cerveteri, Tarquinia, Vulci e Chiusi.

Per gli etruscologi, Giulio Ciampoltrini e’ stato l’archeologo che ha dato voce all’Etruria meno visibile, quella delle vallate interne, dei piccoli insediamenti, dei porti, delle campagne e delle zone di contatto culturale, contribuendo a disegnare una geografia molto più ampia e complessa del mondo etrusco.

Il cordoglio e’ risuonato sui social: “Grande studioso, arguto, sagace e penetrante, come solo lui sapeva essere. I corridoi del museo archeologico e dell’allora Soprintendenza, per anni hanno sentito risuonare la sua voce, sempre insieme a quella della compagna di vita e di lavoro, Paola Rendini. Lassù all’ultimo piano degli uffici di via della Pergola, in quella stanza che condividevano, si sapeva sempre di trovarli, per confrontarsi, discutere e riflettere”, lo ha ricordato, tra i tantissimi commenti, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, mentre dal Museo Archeologico Nazionale di Perugia, Maria Angela Turchetti ha apprezzato e ammirato “la mente brillante e la vasta produzione scientifica, lo sforzo costante a pubblicare ogni scoperta archeologica anche apparentemente non eclatante così da lasciare anche e soprattutto on line, su Academia.edu. una messe importante di dati”.

Nei messaggi che stanno circolando emerge la straordinaria memoria topografica e archivistica. Molti ricordano la capacità di collegare immediatamente un frammento, una vecchia segnalazione ottocentesca, una moneta o un documento d’archivio a un paesaggio preciso della Toscana settentrionale o della Maremma. Un altro aspetto che ritorna frequentemente è il ruolo svolto nella tutela quotidiana. Più che archeologo da grandi scavi mediatici, Ciampoltrini viene descritto come uno studioso che ha costruito conoscenza attraverso decenni di ricognizioni, archeologia preventiva, cantieri urbani e recupero sistematico di dati dispersi. È probabilmente uno dei motivi per cui la sua bibliografia appare così vasta e diffusa in territori molto diversi.

Molti colleghi sottolineano la sua attenzione per quelle che oggi definiremmo archeologie di confine: ad esempio nei rapporti tra Etruschi e Liguri. Colpisce, nei tanti ricordi, non soltanto degli etruscologi ma anche da studiosi di epigrafia, archeologia medievale, numismatica e storia del territorio, che Ciampoltrini non era specialista di un solo periodo, ma uno studioso capace di muoversi dall’Etruria arcaica alla Toscana longobarda e medievale, mantenendo sempre una forte attenzione al paesaggio storico.

“Era giustamente orgoglioso delle sue pubblicazioni. Le rendeva regolarmente disponibili sul suo vivacissimo profilo Academia. Spesso le raccoglieva in forma monografica con un nuovo titolo per facilitare la ricerca degli studiosi ed evitare che si perdesse tra i mille rivoli del suo sapere”, ha sottolineato Valentino Nizzo: “Era infatti un poliedrico e prolifico studioso. Attento. Puntuale. Curioso. Originale. Pativa un po’ la sua versatilità, non riuscendo a riconoscersi in nessun specifico inquadramento disciplinare. Meriti di altri tempi. Dei funzionari di una volta. Che sapevano leggere i territori affidatigli da tutte le prospettive possibili”. (@OnuItalia)

Redazione
+ posts

Ultime Notizie

Vulci nel Mondo

Il più grande database online di reperti dall' Etruria

Notizie correlate