Addio a Paola Pelagatti, ex direttrice di Villa Giulia e pioniera dell’archeologia siciliana

ROMA, 5 APRILE 2026 – Dopo una vita dedicata all’archeologia, si e’ spenta a 99 anni Paola Pelagatti, studiosa di fama internazionale, ex Soprintendente alle Antichità della Sicilia orientale (Siracusa), del Piemonte (Torino) e dell’Etruria Meridionale (Roma, Museo di Villa Giulia), professore universitario, accademica dei Lincei e sempre in prima linea contro gli scavi clandestini e il traffico illecito di beni culturali.

Come Soprintendente dell’Etruria meridionale per 11 anni, dal 1979 al 1990, Pelagatti ha condotto con competenza e impegno progetti di scavo, acquisizione e ampliamento del Museo: si devono a lei passi fondamentali, come l’acquisto da parte dello Stato, nel 1989 e dopo un lungo iter di esproprio, di Villa Poniatowski, oggetto negli anni successivi di un complesso e sistematico intervento di restauro e di adeguamento architettonico.

Alla Scuola Archeologica Italiana di Atene il suo nome non è mai stato soltanto un ricordo, ma una presenza: dagli anni della formazione, accanto a Doro Levi, fino a un lungo percorso di collaborazione e vicinanza alla Scuola. “Non amava le parole inutili, e forse per questo le sue restavano. Chi l’ha conosciuta ricorda il rigore, la chiarezza, la capacità di indicare una direzione”, le rende omaggio la Scuola sottolineando la serietà scientifica e il rispetto istituzionale nel lavoro e nei rapporti con il mondo greco.

Le campagne nell’area Iblea

La Pelagatti e’ stata protagonista di alcune tra le più importanti campagne di scavo nel Sud-Est siciliano. Allieva di Luciano Laurenzi all’Università di Bologna, aveva iniziato la sua carriera alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, partecipando negli anni Cinquanta agli scavi di Festòs diretti da Levi. Da lì ha avuto un percorso in costante ascesa, che l’ha portata a ricoprire ruoli di grande responsabilità all’interno dell’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti, fino alla guida delle tre Soprintendenze.
Speciale il rapporto con la Sicilia: “Le sue ricerche su Camarina, Akrai, Naxos, Taormina, hanno ridefinito interi capitoli di storia e la sua eredità vive nei tanti studiosi che ha formato e nei luoghi che ha contribuito a salvare”, le rende omaggio oggi sui social il Parco Archeologico dell’Appia Antica unendosi al cordoglio del mondo della ricerca.

Nel 2017 il Comune di Ragusa aveva conferito all’archeologa la cittadinanza onoraria, riconoscendole “buona parte della propria vita professionale dedicata allo studio, conservazione, fruizione e tutela del notevole patrimonio archeologico della Sicilia sud-orientale”. Durante la cerimonia, Pelagatti ricordò l’importanza del Museo Archeologico Ibleo e del parco di Camarina, invitando le istituzioni a custodirli come beni identitari e irrinunciabili.

Pioniera della metodologia dello scavo stratigrafico

Paola Pelagatti è stata tra le prime in Italia a introdurre metodologie di scavo stratigrafico, accompagnando ogni intervento con una registrazione meticolosa dei materiali. Il suo lavoro ha prodotto monografie, articoli, cataloghi museali e contributi scientifici che ancora oggi rappresentano punti di riferimento per studiosi e ricercatori. La sua attività accademica l’ha vista professore ordinario all’Università della Calabria e poi all’Università della Tuscia, dove promosse iniziative pionieristiche contro gli scavi clandestini e per il rientro dei beni trafugati dall’Italia. E’ stata inoltre membro dell’Accademia dei Lincei, della Pontificia Accademia Romana di Archeologia e dell’Istituto Archeologico Germanico. (@EtruscanTimes)

 

Redazione
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