Addio Adriano Maggiani, etruscologo a Ca’ Foscari e vice presidente dell’Istituto di Studi Etruschi

VENEZIA, 30 MAGGIO – Addio a Adriano Maggiani, dal 1990 professore ordinario di Etruscologia e antichità italiche presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nato a La Spezia nel 1943, una laurea in archeologia all’Università di Pisa, dopo essersi specializzato presso la Scuola archeologica italiana di Atene, Maggiani è stato archeologo e ispettore presso la Soprintendenza archeologica della Toscana. Dal 1998 al 2002 è stato Direttore dell’Istituto per l’archeologia etrusco italica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nel 2017 era diventato vice presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici.

La notizia e’ circolata su Facebook: “Quello che Adriano ci ha insegnato in questi anni non ha confini. Abbiamo condiviso la gioia di ogni istante, di ogni iscrizione”, hanno scritto sul profilo del Santuario Ritrovato di San Casciano dei Bagni gli archeologi Jacopo Tabolli, Ada Salvi e Emanuele Mariotti insieme a tutto il gruppo di ricerca e agli studenti di San Casciano. “Studioso eclettico capace di spaziare trasversalmente e diacronicamente da un argomento all’altro, con relazioni e conferenze sempre dense di spunti originali e di quelle intuizioni che a molti di noi mancheranno sempre”, lo ha ricordato tra i primi Vittorio Mascelli, assistant curator al Museo Gregoriano Etrusco dei Musei Vaticani: “E’ stato uno dei pilastri dell’etruscologia”.

Per Valentino Nizzo, ex direttore del Museo nazionale etrusco di Villa Giulia e ora professore all’Orientale di Napoli, “quando scompare uno studioso, al dolore per la perdita della persona subito subentra la riconoscenza per ciò che ci ha lasciato, umanamente e scientificamente, e si vive nella consapevolezza di poterlo ritrovare nelle sue pagine, dense, acute e profonde come poche altre. Adriano Maggiani ha il merito di aver aperto ed esplorato strade mai percorse prima, con un acume e un ingegno rari, accompagnati sempre da profonda intelligenza e penetrante ironia”. Si e’ unito al cordoglio il Museo Archeologico di Firenze: “Lo ricordiamo bene, fino a pochi giorni fa, con il suo passo meditativo calcare i magazzini, le sale e la biblioteca del Museo in cerca di dati, spunti e conferme per le sue ultime ricerche”. Per la Confederazione Italiana Archeologi, Maggiani “e’ stato uno studioso di straordinaria cultura, che sapeva spaziare ben oltre i confini dell’etruscologia, con interessi che arrivavano fino alla chimica, al mondo degli insetti e delle piante. Era capace di offrire spunti preziosi anche a chi si occupava di ambiti molto lontani dal suo. Dietro un’apparenza un po’ burbera si celava un sottile senso dell’umorismo e una profonda autoironia, che chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ha imparato ad apprezzare”

Allievo di Mauro Cristofani, Maggiani ha effettuato scavi in Turchia, Calabria, Lazio e soprattutto in Toscana. Si era occupato in particolare dei problemi della cultura e scultura sepolcrale, la religione e l’epigrafia etrusca, nonché di aspetti dell’arte e della cultura di epoca preromana degli antichi Liguri e Veneti. I suoi interventi scientifici hanno fornito una panoramica di base sui problemi di lettura e interpretazione della Tabula Cortonensis e dei nomi degli dei sul fegato di Piacenza. Per il Corpus Inscriptionum Etruscarum (CIE), una raccolta di antiche iscrizioni etrusche, aveva scritto il volume 3, 4 (Tit. 11539-12113). Maggiani aveva contribuito alla redazione del Thesaurus Cultus et Rituum Antiquorum (ThesCRA), un libro di riferimento in più volumi sui culti e riti religiosi dell’antichità. Aveva già fornito il titolo del suo contributo al prossimo Convegno di Studi Etruschi ed Italici dedicato Vulci di cui l’Istituto di Studi Etruschi sara’ co-organizzatore, scrive su Fb la Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio per l’Etruria Meridionale: “Resta per noi una grande eredità: il suo apporto scientifico generoso e poliedrico all’Etruria”. (@EtruscanTimes)

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