
ROMA, 27 GENNAIO 2026 – Alessandro Conti è stato nominato direttore del Museo delle Antichità Etrusche e Italiche della Sapienza Università di Roma, su designazione della Rettrice Antonella Polimeni. Conti subentra a Laura Maria Michetti, che lascia l’incarico perché dal settembre scorso ha assunto, nel nuovo assetto della rete museale dell’ateneo, il coordinamento della Sezione Musei del Polo “Sapienza Cultura” per il triennio 2025–2028.

Il passaggio di consegne avviene al termine di una fase di particolare rilancio del museo, che sotto la direzione di Michetti, che è anche professoressa di Etruscologia alla Sapienza, si è distinto per iniziative scientifiche e divulgative di rilievo, tra cui la mostra Caere. Storie di dispersione e di recuperi e l’adesione al progetto internazionale Google Arts & Culture.
Fondato nel 1962 su progetto di Massimo Pallottino, il Museo delle Antichità Etrusche e Italiche, si sviluppa su due piani per circa 570 mq ed è concepito come museo universitario a vocazione didattica e documentaria. Le collezioni Gorga e Rellini costituiscono il nucleo principale del patrimonio, mentre i percorsi tematici – dall’arte alla religione, dall’epigrafia all’urbanistica – offrono una panoramica articolata sulle culture dell’Italia preromana. Particolarmente noti sono i modellini dei templi etruschi di Pyrgi, frequentemente richiesti per esposizioni internazionali.
Uno studioso dei fenomeni di dispersione

Ricercatore presso la Sapienza, Conti insegna vari corsi dedicati alla civiltà etrusca e all’archeologia dell’Italia antica. La sua attività scientifica comprende numerose pubblicazioni, con particolare attenzione ai fenomeni di dispersione dei materiali archeologici, tra cui studi sulla diaspora vulcente. Fin dall’avvio, ha partecipato al progetto Vulci nel Mondo, dedicato alla ricostruzione virtuale del patrimonio disperso della città attraverso un database liberamente accessibile.
Conti è inoltre coinvolto in scavi e ricerche in diversi centri etruschi, tra cui Pyrgi, Vulci e Veio, con interessi rivolti soprattutto alla cultura materiale, al sacro e alle dinamiche insediative nel primo millennio a.C. La sua nomina si colloca in una linea di continuità con l’impostazione scientifica del museo, rafforzandone il legame con la ricerca universitaria e con i progetti di valorizzazione digitale del patrimonio. (@EtruscanTimes)


