Alla Banditaccia un nuovo visitor center, una porta tecnologica sul mondo degli Etruschi

CERVETERI, 16 SETTEMBRE 2026 – Una nuova porta d’ingresso nel mondo degli Etruschi. La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri accoglie i visitatori con un Visitor Center rinnovato e tecnologicamente attrezzato, pensato per rendere più semplice l’accesso al sito e, allo stesso tempo, preparare il pubblico alla scoperta di una delle più straordinarie città dei morti dell’antichità.

Vincenzo Bellelli

Il nuovo spazio è stato inaugurato alla presenza di Vincenzo Bellelli, direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT), della sindaca di Cerveteri Elena Gubetti e di Jole Tropeano, funzionario architetto del Parco. Non una semplice biglietteria, dunque, ma un vero punto di partenza della visita, dove accoglienza, informazioni e nuove tecnologie accompagnano il pubblico prima dell’ingresso nel cuore della necropoli.

Tra le novità figura un sistema di bigliettazione automatica, introdotto per velocizzare gli ingressi e migliorare la gestione dei flussi. L’intervento rientra nel più ampio programma di valorizzazione della Banditaccia e di potenziamento dei servizi destinati al pubblico.

Il nuovo Visitor Center introduce a un sito archeologico eccezionale anche per le sue dimensioni. La necropoli si estende per centinaia di ettari su un pianoro tufaceo a nord-ovest dell’antica Caere e conserva migliaia di sepolture, con testimonianze che permettono di seguire per secoli l’evoluzione della società etrusca.

La parte visitabile offre soprattutto un’immagine sorprendente dell’organizzazione urbanistica della città dei morti. Tumuli monumentali, tombe a dado, strade e piazzette compongono un paesaggio che riproduce, in una dimensione funeraria, quello della città dei vivi.

È proprio questa caratteristica a rendere la Banditaccia una fonte insostituibile per conoscere gli Etruschi. Molte tombe furono infatti scavate nel tufo imitando l’interno delle abitazioni, con porte, finestre, travi, colonne, letti e arredi scolpiti direttamente nella roccia.

L’esempio più celebre è la Tomba dei Rilievi, appartenuta alla famiglia dei Matuna e datata al IV secolo a.C.: sulle pareti, in stucco dipinto, compaiono oggetti della vita quotidiana, armi, utensili e figure legate al mondo dell’aldilà, quasi un inventario tridimensionale di una casa e dell’universo simbolico etrusco. Tra i monumenti più conosciuti figurano anche la Tomba dei Capitelli, con i suoi elementi architettonici scolpiti nel tufo, e la Tomba della Capanna, una delle testimonianze che consentono di ricostruire l’aspetto delle più antiche abitazioni etrusche.

Dalla Banditaccia provengono inoltre alcuni dei capolavori più celebri dell’arte etrusca. Il più famoso è il Sarcofago degli Sposi, oggi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, con la coppia distesa insieme sul letto conviviale, diventata una delle immagini simbolo della civiltà di Caere.

Nel 2004 l’UNESCO ha inserito le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia nella lista del Patrimonio Mondiale, riconoscendone l’eccezionale valore per la conoscenza della civiltà etrusca. Se le tombe dipinte di Tarquinia raccontano soprattutto attraverso le immagini la vita, i riti e le credenze degli Etruschi, Cerveteri permette quasi di entrare fisicamente nei loro spazi domestici.

Ed è proprio questa esperienza che il nuovo Visitor Center vuole rendere più immediata e comprensibile. Alla Banditaccia, insomma, la visita comincia prima delle tombe: con nuovi strumenti per orientarsi in una città dei morti che, dopo oltre duemila anni, continua a raccontare come vivevano gli Etruschi. (@EtruscanTimes)

Redazione
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