Alla Fondazione Rovati 3000 anni di storia delle Olimpiadi

MILANO, 26 NOVEMBRE 2025 —L’apertura della mostra I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni alla Fondazione Luigi Rovati ha raccolto un pubblico numeroso nell’atrio di corso Venezia, sotto le porcellane di Diego Cibelli. Studiosi, rappresentanti istituzionali italiani e esteri, etruscologi e giornalisti hanno assistito a una cerimonia intensa, ma sobria, come spesso accade agli appuntamenti più attesi del panorama culturale milanese.

La mostra, che resterà aperta fino al 22 marzo 2026, ripercorre tremila anni di storia dell’agonismo, mettendo in relazione i giochi del mondo greco ed etrusco con la nascita dei Giochi Olimpici moderni e con la loro evoluzione contemporanea. L’impianto espositivo alterna reperti archeologici, materiali storici, manifesti, strumenti atletici e oggetti appartenuti a campioni del XX e XXI secolo.

La Tomba delle Olimpiadi a Milano

La vera novità è l’arrivo a Milano, per la prima volta nella sua storia, della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia (530–520 a.C.), uscita eccezionalmente dal Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia grazie alla collaborazione con il PACT diretto da Vincenzo Bellelli. Dalla scoperta nel 1958, il monumento non aveva mai lasciato la città etrusca: il suo trasferimento costituisce quindi un fatto di rilievo nazionale, reso possibile da complesse operazioni conservative, da un intenso dialogo tra istituzioni e dall’uso delle migliori tecniche per il trasporto.

Giovanna Forlanelli e, a destra, Tommaso Sacchi

La presidente della Fondazione, Giovanna Forlanelli, ha aperto gli interventi ricordando la missione dell’istituzione («Costruire alleanze, creare relazioni, intrecciare saperi e prospettive») e ha spiegato come questa mostra unisca archeologia, storia, sport e cultura visuale in un’unica narrazione. L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, ha riconosciuto il ruolo della Fondazione nell’arricchire l’offerta culturale cittadina: «La Fondazione ci ha abituato a mostre importanti», ha dichiarato, sottolineando la continuità di un impegno riconosciuto a livello nazionale.

Da sinistra, Vincenzo Bellelli e Giuseppe Sassatelli

L’appuntamento alla Fondazione Rovati ha attirato l’interesse della comunità scientifica: erano presenti figure di riferimento per gli studi etruschi, come Giuseppe Sassatelli, presidente dell’INSEI (Istituto nazionale di studi etruschi e italici), Bellelli del PACT, Giovanna Bagnasco e Matilde Marzullo dell’Università di Milano e Giulio Paolucci, direttore del museo archeologico di Chianciano e curatore della mostra per la Fondazione.

Lionel Pernet

Un ruolo determinante nella costruzione del progetto è stato svolto dalle istituzioni di Losanna. Lionel Pernet, direttore del Musée cantonal d’archéologie et d’histoire e co-curatore della mostra, ha ripercorso le tappe della collaborazione con Paolucci e con il Museo Olimpico. A Etruscan Times ha raccontato come la collezione etrusca del suo museo – oltre 200 reperti, tra cui molti provenienti dalla Tomba François di Vulci – costituisca un nucleo solitamente poco visibile al pubblico, conservato in un deposito a una ventina di minuti dalla città. Parte di questa collezione è ora esposta in una grande mostra losannese visitabile fino al 2027, e la collaborazione con Milano ha permesso la selezione di materiali significativi per integrare il percorso espositivo italiano.

Accanto alla voce di Pernet, è intervenuta Angelita Teo, direttrice del Museo Olimpico, che ha illustrato la prospettiva della sua istituzione: lo sport come fenomeno culturale, come costruzione sociale e come strumento di dialogo fra epoche diverse. Il Museo Olimpico ha contribuito con numerosi prestiti, tra cui la maglia di Usain Bolt e i guantoni di Pierre de Coubertin.

Il percorso della mostra, articolato tra piano nobile e ipogeo della Fondazione, attraversa cinque sezioni tematiche. Dalle corse di Olimpia al ruolo dell’atleta nell’immaginario pubblico antico, dalle pratiche di preparazione atletica agli oggetti-simbolo dei Giochi moderni, il visitatore può osservare la persistenza di gesti, modelli e valori.
La sezione dedicata alla storia della torcia olimpica – da Berlino 1936 a Milano Cortina 2026 – permette di leggere l’evoluzione di un simbolo che, pur moderno, affonda le radici nelle lampadoforie greche.

La Tomba delle Olimpiadi occupa una sala autonoma, accompagnata da un sistema di esplorazione virtuale sviluppato da Skylab Studios. Lo strumento digitale consente di visualizzare l’ambiente funerario da più angolature e di approfondire le scene atletiche dipinte sulle pareti, permettendo una lettura stratificata del contesto archeologico.

Il catalogo della mostra, pubblicato dalla Fondazione, raccoglie saggi dei curatori – Anne-Cécile Jaccard, Patricia Reymond, Giulio Paolucci, Lionel Pernet – oltre a contributi di numerosi specialisti italiani e internazionali, tra cui Vincenzo Bellelli, Luca Cerchiai, Christian Mazet, Maria Cristina Tomassetti e Giuseppe Sassatelli. I testi affrontano temi che spaziano dalla storia dei giochi greci alla ricezione moderna dell’ideale olimpico, dalla cultura atletica nel mondo etrusco ai meccanismi di rappresentazione dell’atleta nel tempo. Il catalogo include inoltre una documentazione fotografica aggiornata dei prestiti, schede di approfondimento sulla Tomba delle Olimpiadi e un capitolo dedicato alla collezione etrusca di Losanna, con la prima pubblicazione in Italia di alcuni materiali della Tomba François di Vulci.

La mostra è realizzata con il contributo della Regione Lombardia tramite il bando Olimpiadi della Cultura. Si inserisce, inoltre, nell’ambito della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. La mostra ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana, prestigioso riconoscimento che viene attribuito a iniziative ritenute di particolare interesse culturale, scientifico, artistico, sportivo o sociale.

I curatori, presenti all’inaugurazione, hanno sottolineato come il progetto sia nato da un dialogo stretto tra tre istituzioni con vocazioni diverse ma complementari: un museo d’arte e archeologia contemporaneo (la Fondazione Rovati), un museo storico-sportivo (il Museo Olimpico) e un museo archeologico territoriale (il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire). (@EtruscanTimes)

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