Alla Sapienza la giornata contro il traffico illecito, tra archeologia, digitale e legalità

ROMA, 7 NOVEMBRE 2025 – La lotta al traffico illecito di beni culturali si prepara a un appuntamento importante che riafferma il ruolo dell’Italia – e in particolare di Roma – come capitale mondiale della cooperazione internazionale contro il saccheggio, la dispersione e il commercio illegale del patrimonio archeologico. Nell’ambito della Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali, istituita dall’UNESCO nel 2020, si terrà venerdì il 14 novembre III Convegno di Studi “Database e archivi per il contrasto al traffico illecito di beni culturali”, promosso da Sapienza Università di Roma, The Journal of Cultural Heritage Crime e Art Crime Project APS. L’evento esplorerà tecnologie, metodologie e strategie collaborative per proteggere e ricostruire la storia del patrimonio culturale disperso.

L’incontro inizierà nell’Aula ex Dopolavoro – Teatro Ateneo, dove interverranno Fabio Lucidi, Arianna Punzi, Laura Maria Michetti e Claudia Carlucci. In particolare, Laura Maria Michetti, da poco nominata coordinatrice della Sezione Musei del Polo Museale – Sapienza Cultura, sottolineerà come la tutela del patrimonio non sia solo conservazione, ma anche responsabilità civica, cooperazione e innovazione scientifica.

Laura Maria Michetti

La prima sessione, presieduta da Serena Epifani (Tor Vergata, JCHC), sarà dedicata alle infrastrutture digitali e al coordinamento internazionale. Elena Musumeci e Cristiana Cordone (ICCD – MiC) presenteranno il Catalogo Generale e il Knowledge Graph, veri motori semantici per collegare dati e archivi culturali italiani, fondamentali nel contrasto alla circolazione illecita.

Seguirà il Maggiore Salvatore Rapicavoli (Carabinieri TPC), che illustrerà la banca dati dei beni culturali sottratti e le piattaforme SWOADS e Leonardo TPC, evidenziando casi emblematici risolti grazie all’incrocio digitale dei dati. Tiziano Coiro (INTERPOL) aggiornerà sulle strategie globali dello Stolen Works of Art Database, mentre Hélène Ventimiglia (ICOM) presenterà le Red Lists, strumenti che classificano le categorie a rischio per aiutare dogane, musei e operatori del mercato.

Il progetto “Vulci nel Mondo”

Manuela Bonadies (Sapienza) parlerà di Vulci nel Mondo, progetto pilota per mappare la diaspora dei reperti vulcenti conservati nei musei del mondo. Bonadies mostrerà come digital humanities, analisi archivistica e cooperazione museale possano restituire identità scientifica e integrità narrativa ai materiali dell’Etruria meridionale. Subito dopo, Alessandro Naso e Martina Zinni (Università Federico II) presenteranno CaereMUS, dedicato a Caere/Cerveteri, con un approfondimento sui processi di dispersione ottocentesca e sul ruolo del digitale nella ricomposizione della memoria archeologica.

Alessandro Naso

La sessione si completerà con Lynda Albertson (ARCA) sull’uso dell’OSINT per tracciare traffici online, e Riccardo Giovanelli (Art Crime Project) sul “database invisibile”, ovvero l’integrazione di fonti diverse in sistemi reticolari capaci di rivelare schemi e connessioni criminali.

Nel pomeriggio, presso l’Aula di Archeologia del Museo dell’Arte Classica, la seconda sessione, moderata da Luca Zamparo (Padova, ICOM Italia), metterà al centro gli archivi come infrastruttura della tutela. Antonio Leo Tarasco (MiC) aprirà con una riflessione sul valore giuridico dell’archivio come strumento di sovranità culturale. Federica Rinaldi e Agnese Pergola (Museo Nazionale Romano) illustreranno l’uso dell’archivio fotografico nella ricostruzione delle provenienze, seguite da Silvia Cecchini (Roma Tre) con un focus sull’archivio del restauratore Pico Cellini.

Un contributo significativo arriverà da Daniela Savy, Giorgia Sicurello, Pia Ciullo e Ivanina Koleva sull’archivio dell’Incoronata, esempio di come documentazione e scavo convivano per decenni. Particolarmente atteso l’intervento di Daniela Rizzo e Maurizio Pellegrini, protagonisti delle indagini sugli scavi clandestini, sui “taccuini dell’archeologia rubata” che hanno permesso di ricondurre capolavori etruschi ai loro contesti originari e di smantellare reti criminali internazionali dagli anni ’70 in poi. A chiudere la sessione, Anna Bottinelli (Monuments Men and Women Foundation) illustrerà l’archivio digitale nato dall’eredità dei “salvatori dell’arte” della Seconda guerra mondiale.

Il pomeriggio culminerà nel conferimento del Premio “Paolo Giorgio Ferri”, istituito in memoria del magistrato che ha rivoluzionato il contrasto al traffico archeologico mediante cooperazione giudiziaria e diplomatica, definendo standard internazionali di etica museale.

La giornata si concluderà con una tavola rotonda moderata da Fabrizio Feo, con interventi di Giuliana Calcani, Gloria Gatti, Christian Mazet, Laura Maria Michetti, Arianna Traviglia e Luca Zamparo, dedicata al futuro della tutela: intelligenza artificiale, trasparenza museale, lotta ai falsi e collaborazione tra discipline. (@EtruscanTimes)

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