SIENA, 26 AGOSTO 2026 – Archeologia, storia dell’arte e patrimoni culturali entrano a pieno titolo nell’offerta formativa dell’Università per Stranieri di Siena. A partire dall’anno accademico 2026-2027 l’ateneo senese inaugura due nuovi corsi di laurea che affiancano alla sua tradizionale vocazione per le lingue e le culture del mondo lo studio delle testimonianze materiali del passato, dai reperti archeologici alle opere d’arte, dai paesaggi agli archivi e ai luoghi della memoria.
“La mia generazione – ha detto il rettore,
Tomaso Montanari – ha studiato storia dell’arte e archeologia senza una coscienza esplicita del loro ruolo sociale e politico, nel senso più alto e meno contingente. Ora è possibile farlo: studiare il passato per cambiare il futuro. Studiare la bellezza come liberazione”.
I due nuovi percorsi sono la laurea triennale in Patrimoni culturali: archeologia e storia dell’arte del mondo e la laurea magistrale interclasse in Archeologie e Storie dell’arte. L’obiettivo è offrire una formazione interdisciplinare che alle principali discipline archeologiche e storico-artistiche affianchi lo studio delle lingue, il diritto internazionale dei beni culturali e una marcata dimensione internazionale, senza trascurare la formazione sul campo e l’acquisizione di competenze operative. I nuovi corsi, uno triennale e uno magistrale, sono stati accreditati dall’ANVUR e rappresentano un’importante evoluzione nel percorso dell’Ateneo: alla tradizionale attenzione per le lingue e le culture del mondo si affianca oggi lo studio delle loro espressioni materiali, dalle opere d’arte ai reperti archeologici, dai paesaggi agli archivi e ai luoghi della memoria. Si tratta dunque di un ampliamento coerente con la vocazione storica della Stranieri di Siena, ma anche di una scelta che guarda alle trasformazioni del presente.
Questa impostazione trova un laboratorio ideale nello scavo del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni, dove l’Università per Stranieri di Siena, con l’archeologo Jacopo Tabolli, è protagonista del progetto internazionale che ha portato alla scoperta del Santuario Ritrovato e dello straordinario deposito di bronzi etruschi e romani emerso dalle acque termali.
San Casciano è diventato negli anni non soltanto un cantiere archeologico di rilevanza internazionale, ma anche un luogo di formazione e di incontro fra studenti, ricercatori, istituzioni e comunità locale. Un modello che i nuovi corsi intendono trasferire nella didattica: il patrimonio culturale non più soltanto come qualcosa da scavare, catalogare, studiare e conservare, ma come strumento per comprendere le società che lo hanno prodotto e quelle che oggi lo ereditano. Uno spazio di confronto tra culture, memorie e differenti forme di potere: in un mondo attraversato da conflitti, mobilità e profondi cambiamenti sociali, comprendere il patrimonio significa anche interrogarsi sulle identità, sulle eredità del passato e sulle modalità attraverso cui le comunità costruiscono e condividono la propria memoria.
Le informazioni preliminari sui nuovi corsi di laurea sono disponibili sul portale ufficiale dell’Università per Stranieri di Siena, unistrasi.it, e sul sito di orientamento dedicato agli studenti in ingresso, scelgo.lastranieri.it. (@EtruscanTimes)