BOLSENA, 30 luglio 2025 –Sono ufficialmente aperte le prenotazioni online per visitare la mostra “La memoria dell’acqua. Nuove scoperte archeologiche dal Gran Carro di Bolsena”, inaugurata giovedì 17 luglio alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. L’accesso alla mostra, in particolare alla parte ospitata sull’Isola Bisentina, è consentito esclusivamente su prenotazione tramite il sito www.isolabisentina.org (info: +39 347 3483287). I posti sono limitati, pertanto è consigliato prenotare con anticipo.
L’esposizione, della quale abbiamo parlato in questo articolo, si presenta come un importante viaggio nel tempo e si articola in due sedi, che dialogano tra loro in un percorso tra archeologia, storia e paesaggio. La prima è il Museo territoriale del Lago di Bolsena, ospitato all’interno dell’antico Palazzo Monaldeschi della Cervara, nel cuore della cittadina lacustre. La seconda è la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo sull’Isola Bisentina, luogo suggestivo restituito al pubblico nel 2024 dopo un accurato intervento di restauro promosso dalla famiglia Rovati, proprietaria dell’isola dal 2017.

Al centro della mostra vi è la scoperta del sito protostorico sommerso del Gran Carro, individuato nel 1959 a circa cento metri dall’attuale linea di costa del lago di Bolsena. Il sito, abitato tra la media Età del Bronzo e la prima Età del Ferro, rappresenta un contesto archeologico eccezionale: le acque del lago hanno protetto e conservato nel tempo oggetti di uso quotidiano e rituale, offrendo uno spaccato vivido e intatto della vita in epoca pre-etrusca.
La sezione ospitata sull’isola, curata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, è suddivisa in quattro grandi temi: dagli oggetti legati alla sfera femminile, come spilloni e fibule, agli elementi religiosi decorati con motivi solari, passando per contenitori destinati alla conservazione del cibo e manufatti che rivelano gli scambi culturali dell’epoca, tra cui una rarissima ceramica d’importazione.
Sull’isola, la mostra dialoga con il contemporaneo: gli spazi ospitano anche interventi site-specific di artisti come Alex Cecchetti, Lisa Dalfino e Namsal Siedlecki, che interpretano il tema della memoria sommersa in chiave poetica e attuale.
Frutto della collaborazione tra il Ministero della Cultura, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, la Fondazione Luigi Rovati e l’Isola Bisentina, questa mostra rappresenta un’occasione unica per riscoprire un patrimonio sommerso che racconta le origini profonde di un territorio ancora oggi ricco di fascino e mistero. (@EtruscanTimes)


