ROMA, 9 APRILE – Archeologia con la TAC. Il Policlinico Umberto I di Roma ha avuto oggi in cura dieci pazienti speciali: dieci urne cinerarie databili al X-IX secolo a.C., rinvenute di recente nel territorio di Colonna sui Colli Albani e al centro di un innovativo progetto interdisciplinare che unisce archeologia, medicina e scienze applicate. Testimonianze preziose delle pratiche funerarie protostoriche dell’area laziale, le urne sono state sottoposte ai raggi della Tomografia Computerizzata. Ne da’ notizia su Fb la Soprintendenza per l’Area Metropolitana di Roma e la Provincia di Rieti.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, il servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà (MUCIV) e l’Unità Operativa Diagnostica per Immagini in Emergenza e Urgenza del Policlinico. Il progetto è coordinato dalla dott.ssa Gabriella Serio, con il supporto della dott.ssa Giorgia Francozzi, e vede la partecipazione del prof. Paolo Ricci e del dott. Ferdinando Spanò per l’equipe medica, insieme alla dott.ssa Alessandra Sperduti e al suo team bioarcheologico.
Le urne contengono oggetti in bronzo – fibule, coltelli, rasoi – ma anche elementi in ceramica come fuseruole e rocchetti. L’utilizzo della TAC consente non solo di salvaguardare l’integrità dei reperti, ma anche di ottenere dati fondamentali su stato di conservazione, eventuali danneggiamenti post-deposizionali, posizione e tipologia degli oggetti, nonché sull’entità e frammentazione dei resti cremati.
Attraverso una “navigazione virtuale” delle urne, l’equipe potrà programmare e realizzare un microscavo controllato, minimamente invasivo e scientificamente mirato, che sarà condotto da archeologi, restauratori e antropologi.
Questo approccio integrato rappresenta un modello d’eccellenza nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, dove le tecnologie mediche si pongono al servizio della conoscenza storica, contribuendo a ricostruire frammenti di vita e di morte di oltre tremila anni fa. (@EtruscanTimes)


