Arte fuori dal Museo: la Cista Castellani torna visibile a Palazzo Dama

ROMA 20 APRILE 2026 — Nel cuore di una città che continua a reinventare il dialogo tra passato e presente, la presentazione al pubblico di una preziosa cista etrusca restaurata segna una nuova tappa significativa nella valorizzazione del patrimonio nascosto. L’iniziativa si inserisce nel progetto Arte fuori dal Museo, un modello innovativo che porta opere custodite nei depositi museali fuori dalle loro sedi tradizionali, restituendole alla fruizione collettiva in contesti inediti ma attentamente selezionati.

…e di fronte all’Hydria dei Pirati Tirreni
Luana Toniolo di fronte alla Cista Ficoroni…

La giornata inaugurale di sabato 19 aprile si è articolata in due momenti distinti e complementari. Il primo si è svolto presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove gli ospiti sono stati accolti dalla direttrice Luana Toniolo per una visita del contesto più ampio delle collezione del museo. Il secondo momento si è tenuto presso Palazzo Dama, elegante struttura alberghiera situata alle spalle di Piazza del Popolo, dove l’opera è ora esposta al pubblico, divenendo protagonista di un dialogo raffinato tra arte antica e ospitalità contemporanea.

Hotel Palazzo Dama

Protagonista dell’iniziativa è una cista in bronzo datata tra il IV e il III secolo a.C., proveniente da Palestrina e appartenente alla celebre Collezione Castellani. Si tratta di un manufatto di straordinaria qualità artistica e simbolica: le ciste erano contenitori legati alla sfera femminile, spesso donati in occasione del matrimonio, e decorati con scene che evocavano valori sociali e culturali fondamentali. In questo caso, la ricchezza narrativa delle incisioni è particolarmente evidente: scene di partenza eroica celebrano la virtù guerriera maschile, mentre una scena di bagno femminile allude alla sfera nuziale. Il coperchio, ornato da Nereidi su ippocampi e creature marine, e il manico decorato con un Satiro e una Menade uniti in un gesto dinamico, restituiscono un universo iconografico complesso e affascinante.

Il progetto Arte fuori dal Museo

Il restauro, condotto sotto la supervisione di Miriam Lamonaca, ha rappresentato un passaggio cruciale. L’intervento ha restituito leggibilità a un oggetto compromesso da ossidazioni, lacune e fratture, dimostrando come la collaborazione tra istituzioni pubbliche e partner privati possa tradursi in risultati concreti. Come ha sottolineato Luana Toniolo parlando con Etruscan Times, si tratta di “una operazione importante, che rientra nella nostra strategia del museo fuori delle mura”. Ha anche ricordato come nei depositi di Villa Giulia siano conservate numerose opere (tra cui altre ciste), spesso frammentarie, che necessitano di interventi simili per tornare visibili.

Da sinistra, Tracy Roberts e Luana Toniolo

Il progetto Arte fuori dal Museo nasce da un protocollo d’intesa tra la Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, l’associazione LoveItaly e Federalberghi Lazio. L’obiettivo è duplice: da un lato finanziare il restauro di opere non esposte, dall’altro creare nuove modalità di fruizione, portando l’arte in luoghi frequentati da un pubblico diversificato. In questo senso, il ruolo degli hotel diventa centrale, trasformandosi in spazi culturali temporanei, capaci di ampliare il pubblico, coinvolgere la clientela straniera e stimolare nuove forme di partecipazione.

In questo contesto si inserisce l’impegno di figure chiave come Tracy Roberts, vicepresidente di LoveItaly, che ha sostenuto e promosso il progetto, contribuendo a costruire una rete virtuosa tra istituzioni e privati. Allo stesso modo, fondamentale è stato il contributo di Paolo Amabile, responsabile della gestione strategica degli alberghi del gruppo e già protagonista di una precedente iniziativa presso l’Hotel DOM di via Giulia, dove nel 2025 erano state esposte altre opere provenienti da Vulci. La continuità di queste esperienze dimostra come il modello sia replicabile e sostenibile.

Paolo Amabile all’Hotel Dama

Accanto a lui, il ruolo di Mario Luciani, già direttore generale di Valtur e oggi CEO di Palazzo Dama e del DOM, evidenzia una visione imprenditoriale capace di integrare cultura e ospitalità. Sotto la sua guida, gli hotel non sono più soltanto luoghi di soggiorno, ma diventano piattaforme culturali attive, in grado di valorizzare il patrimonio e generare nuove narrazioni.

Questa è la terza iniziativa del progetto. Dopo l’esposizione nel 2024 di una statua romana presso l’Hotel Bettoja Mediterraneo e quella del 2025 al DOM, la scelta di Palazzo Dama conferma la volontà di coinvolgere strutture di alto profilo storico-architettonico. La selezione non è casuale: questi luoghi garantiscono condizioni di sicurezza adeguate, ma soprattutto offrono un contesto estetico e simbolico che amplifica il valore delle opere esposte.

Un elemento non secondario è rappresentato dal sostegno di MAG Italia, che ha fornito la copertura assicurativa, confermando il ruolo crescente del settore privato nella tutela del patrimonio culturale. Il costo medio di un restauro di questo tipo, circa 3000 euro, rende evidente come tali collaborazioni siano essenziali per affrontare la vastità dei materiali conservati nei depositi.

Cista Castellani a Palazzo Dama

L’esposizione della cista Castellani a Palazzo Dama, visitabile fino al 10 giugno 2026, e forse oltre in caso di proroga, non è soltanto un evento, ma un segnale. Indica una direzione possibile per il futuro dei musei, sempre più orientati verso una dimensione diffusa, capace di uscire dai propri confini fisici e dialogare con il territorio. Allo stesso tempo, invita a riflettere sul valore dei depositi museali, spesso percepiti come luoghi marginali, ma in realtà veri e propri scrigni di potenzialità ancora inesplorate (@EtruscanTimes)

Redazione
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