ROMA, 18 GIUGNO 2025 – Due preziose opere in bronzo del III secolo a.C., provenienti dalla necropoli dell’Osteria di Vulci, escono dai depositi dell’ETRU Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia per incontrare il pubblico in un contesto inedito, elegante e affascinante: l’Hotel DOM di Roma lungo Via Giulia. Con questa iniziativa – la seconda nel suo genere dopo una statua del Museo Nazionale Romano esposta all’Hotel Mediterraneo della famiglia Bettoja – il progetto “Arte Fuori dal Museo”, lanciato da Tracy Roberts, vicepresidente di LoveItaly, prosegue nel suo ambizioso intento di portare l’archeologia oltre le sale espositive tradizionali, all’interno di luoghi vivi della città.
Martedì 17 giugno, nelle eleganti sale dell’Hotel DOM, è stata inaugurata l’esposizione temporanea che vede protagonisti una piccola cista in bronzo e un balsamario con testa femminile, entrambi oggetti legati alla sfera femminile e alla cura del corpo, testimonianza dell’estetica e del quotidiano nella società etrusca. Le due opere, che non solo raccontano l’identità culturale di un popolo, ma che – come sottolinea la direttrice di ETRU, Luana Toniolo – smentiscono l’idea che i depositi custodiscano solo materiali “minori”.
Un balsamario e una cista


La cista è un contenitore cilindrico in bronzo, originariamente destinato a conservare strumenti per la toeletta e piccoli oggetti personali. Il balsamario, invece, raffigura una testa femminile con tratti delicati e capelli raccolti, tipico della produzione ellenizzante etrusca. Usato per contenere oli profumati, questo piccolo oggetto suggerisce una cura quotidiana del corpo e del sé, e un ruolo attivo della donna nella società etrusca, molto diverso da quello relegato al silenzio nei mondi greco e romano.
Realizzata grazie alla collaborazione tra il museo di Villa Giulia, LoveItaly, Federalberghi Lazio e la Direzione generale musei del Mic (Ministero della Cultura), l’iniziativa si inserisce in un programma più ampio che mira a restituire visibilità e dignità a centinaia di opere altrimenti invisibili al pubblico. “Arte fuori dal museo” punta non solo alla valorizzazione, ma anche alla rigenerazione urbana e culturale attraverso il dialogo tra istituzioni museali e operatori del settore turistico-ricettivo.

L’Hotel DOM, ospitato in un palazzo del XVII secolo, non è stato scelto a caso: oltre al suo valore architettonico, è da tempo impegnato nella promozione culturale, grazie anche alla visione di Paolo Amabile, responsabile della gestione strategica dell’hotel e tra i principali sostenitori dell’iniziativa che vede una complessa, ma fruttuosa, collaborazione tra pubblico e privato. La sua adesione attiva al progetto testimonia come anche il mondo dell’hospitality possa farsi promotore di cultura, accogliendo opere d’arte non come semplici decorazioni, ma come parte integrante dell’esperienza di soggiorno e di scoperta della città. I due reperti di Villa Giulia sono stati collocati in una teca ben protetta nella hall dell’albergo.

“Questa mostra è un invito a ripensare il museo come spazio fluido, in dialogo con il territorio e capace di reinventarsi”, ha affermato la direttrice Toniolo, durante la cerimonia. “Il nostro compito non è solo conservare, ma anche trovare nuovi modi per raccontare. Villa Giulia è già negli aeroporti e ora anche negli alberghi, grazie a un accordo siglato tra la Direzione generale Musei e Federalberghi”,
Il restauro dei due reperti
Il restauro conservativo dei manufatti, curato dalla ditta De.Co.Re. s.r.l., ha permesso di recuperare importanti dettagli iconografici e materiali, grazie all’intervento di un team specializzato che ha lavorato sotto la supervisione scientifica del museo di Villa Giulia e in particolare di Miriam Lamonaca, responsabile del Servizio Conservazione. “L’intervento di restauro della piccola cista e del balsamario in bronzo”, ha spiegato Lamonaca, “ha rappresentato un importante momento di conoscenza: ha implicato infatti un approccio metodologico basato sull’analisi storica, materica e tecnologica dei reperti. L’intervento non solo ha garantito la conservazione a lungo termine dei materiali, ma ha permesso di migliorare anche la leggibilità delle scene rappresentate senza alterarne l’identità”.
La copertura assicurativa delle opere, dalla movimentazione all’esposizione, è stata garantita da MAG Italia, storico broker assicurativo italiano da sempre vicino al mondo dell’arte e della cultura. Alla realizzazione del progetto ha collaborato il gruppo di lavoro del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia composto da Valentina Belfiore, Maria Paola Guidobaldi, Miriam Lamonaca, Anna Tanzarella, Antonietta Simonelli, Pasquale De Bellis e Stefano Frusone. La ditta Montenovi ha curato la movimentazione e il trasporto delle opere.

Alla presentazione ufficiale dell’evento, cui è seguito un aperitivo sulla terrazza dell’albergo, sono intervenuti, oltre alla direttrice Toniolo e a Tracy Roberts, Mario Luciani, rappresentante legale dell’albergo, e Stefano Pighini, vicepresidente di LoveItaly. L’esposizione resterà visibile fino al 10 giugno 2026, offrendo un’intera stagione turistica per ammirare da vicino due testimoni silenziosi della civiltà etrusca, presentati in un contesto capace di esaltarne la forza evocativa. E il viaggio dell’arte etrusca nella città di Roma non finisce qui: per settembre 2025 è già prevista una nuova tappa di “Arte Fuori dal Museo”, con l’allestimento all’Hotel Dama di Roma di altri due reperti provenienti da Vulci, selezionati dai depositi di Villa Giulia. (@EtruscanTimes)


