BARBARANO ROMANO, 13 LUGLIO – Ieri mattina a Barbarano Romano, all’interno del Museo delle Necropoli Rupestri e’ stata inaugurata la mostra temporanea dei reperti rinvenuti nello scavo della tomba intatta rinvenuta nella necropoli del Caiolo, durante la campagna di scavo della Baylor University, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio per l’Etruria Meridionale.
Baylor scava sull’estrema propaggine tufacea a Nord-Est del vasto complesso di San Giuliano a Viterbo dal 2015 nell’ambito del San Giuliano Archaeological Project (SGARP) diretto dal 2018 dal prof. Davide Zori. La tomba appena scoperta appartiene alla tipologia a camera con dromos e accesso sigillato da un blocco di tufo, databile alla fine del VII sec. a. C. Immediatamente sulla soglia e in prossimità dei letti funerari, sono disposti numerosi esemplari di ceramica fine di stile etrusco- geometrico con chiaro carattere ritualistico. Sul letto funerario di sinistra si notano un bacile e diversi elementi di ornamento di bronzo per il defunto cosi’ come erano stati situati all’atto della sepoltura.
San Giuliano si trova su un altopiano di tufo vulcanico, ed è noto per la grande quantità di tombe etrusche scavate nelle scarpate circostanti che testimoniano l’importanza del sito durante il periodo etrusco (800-300 a.C.), mentre ritrovamenti sporadici indicano un’occupazione risalente all’età del Bronzo recente (1300-900 a.C.) e un ampio cimitero villanoviano situato sulla vicina collina di Campo Sant’Antonio indica inoltre una forte concentrazione di popolazione nel secolo precedente all’ascesa della civiltà etrusca. In quanto San Giuliano occupava una posizione strategica in relazione a Roma e al suo entroterra, il sito continuò a essere abitato anche dopo essere stato inglobato nello Stato romano in espansione.

