ROMA, 10 APRILE – Alla ricerca di reperti etruschi riprendono gli scavi archeologici a Castelnuovo Berardenga: secondo il Corriere di Siena che ne dà notizia le ricerche si concentreranno nell’area di Campi, Pian Tondo, Poggione e Cetamura.
Si tratta di attività di tirocinio sul campo, organizzate dalla Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Siena con il sostegno del Comune di Castelnuovo Berardenga e di numerose istituzioni locali e internazionali. Questa iniziativa rientra nell’ambito di una convenzione triennale finalizzata allo studio e alla valorizzazione dell’area archeologica di Campi – Pian Tondo – Poggione – Cetamura, nota per la sua importanza storica risalente all’epoca etrusca.
”La ripresa delle ricerche archeologiche in questo importante sito etrusco non solo arricchisce la nostra conoscenza del passato – afferma Domenica Stagno, assessora alla cultura del Comune di Castelnuovo Berardenga, – ma rafforza anche il legame tra la nostra comunità e le sue radici storiche, incentivando al contempo il turismo culturale e l’educazione”.
Le indagini archeologiche programmate per il 10, 11 e 12 aprile segnano un punto di svolta significativo per la valorizzazione e la comprensione del patrimonio storico di rutta l’area, ricca di reperti e strutture dell’epoca etrusca, offre una finestra unica sul passato della regione. La ripresa delle ricerche archeologiche, sostenuta dalle tecnologie più avanzate come il rilevamento geomagnetico e lidar, è essenziale per esplorare in modo più approfondito e sistematico questo sito storico, aumentando la nostra conoscenza degli Etruschi e del loro impatto sulla civiltà moderna.
In aggiunta alle attività di ricerca, l’associazione Pro Loco San Gusmè ha organizzato per la sera di domani aprile una cena conviviale aperta a tutti i cittadini al Circolo di San Gusmè. La serata prevederà anche un breve incontro con gli archeologi, durante il quale verranno presentati i primi risultati delle indagini del 2024/25.
Il Comune inoltre sta progettando un convegno dedicato alla memoria del professor Ranuccio Bianchi Bandinelli, illustre figura nell’ambito dell’etruscologia, a 50 anni dalla sua scomparsa, testimoniando il profondo legame tra il territorio e la sua ricca storia archeologica


