NAPOLI, 19 MAGGIO – Mercoledì 21 maggio alle ore 12.30 nella sala conferenze di Palazzo Corigliano a Napoli si terra’ la presentazione del recente volume “Bologna etrusca. La città invisibile” (Bologna 2024) di Giuseppe Sassatelli. L’incontro, introdotto e moderato da Valentino Nizzo (Unior), sara’ l’occasione per un dialogo metodologico e teorico sui modelli urbani, la loro formazione e la loro ricostruzione a partire dal record archeologico.
Dialogheranno con l’autore, Elisabetta Govi (Unibo), Luca Cerchiai (Unisa) e Carmine Pellegrino (Unisa). La conferenza, accessibile anche in diretta Zoom al link: https://us02web.zoom.us – ID riunione: 831 9697 5730 – Codice d’accesso: 976432, rientra tra le attività della Scuola di Specializzazione Interateneo in Beni Archeologici OR.SA Unior e Unisa ed è promossa dal CEISMA (Unior) e dal Dottorato Asia, Africa e Mediterraneo (Unior).
Plinio non a caso parla di Felsina princeps Etruriae. Dalla seconda di Copertina: Al contrario delle “città invisibili” di Italo Calvino che vivono solo nella fantasia di Marco Polo e nella credulità del Kublai Khan, la Bologna etrusca non si vede, ma è reale e concreta nel suo abitato di straordinaria estensione, nei suoi luoghi di sepoltura, specchio fedele della società e dei cittadini, nella sua economia agricola e nel controllo della fertile pianura padana, nella sua dimensione produttiva, nel suo ruolo di snodo commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa. Per la prima e unica volta nella sua storia, con gli Etruschi, Bologna è stata una grande capitale.

Il volume racconta il lungo e complesso periodo storico che va dal X al IV secolo a.C., sulla base delle tracce archeologiche dell’abitato e delle necropoli recuperate dal sottosuolo della città, delle sue vie, delle sue piazze e delle sue case, tracce non più visibili, ma bene individuate dalla ricerca archeologica che dura da tanti anni. Di quei secoli non è rimasto nulla sul terreno, se si eccettua un’isolata tomba in pietra visibile all’interno dei Giardini Margherita. Tutte le altre strutture sono sepolte sotto la città attuale o sono state distrutte dagli insediamenti delle età successive. Secondo Sassatelli, l’abitato partiva dalla zona delle Due Torri, dove passa l’Aposa, e arrivava all’area della attuale zona della chiesa di San Paolo in via Andrea Costa, dove scorre il Ravone. A nord il limite si trovava all’altezza di via Riva Reno, a sud a porta Saragozza. Un’area di duecento ettari, attorno alla quale si trovavano i sepolcreti, i cui reperti – ceramiche, bronzi e sculture che facevano parte dei corredi – sono oggi esposti al Museo Civico Archeologico.

Giuseppe Sassatelli, Professore Emerito di Etruscologia e Archeologia Italica dell’Università di Bologna, è Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici.
Ha diretto per molti anni gli scavi dell’Università di Bologna nella città etrusca di Marzabotto e si è occupato in particolare degli Etruschi nella pianura padana e dei loro rapporti con le altre realtà dell’Italia settentrionale e del Mediterraneo. Ha collaborato con molti musei e soprintendenze su aree e complessi legati alla civiltà etrusca. Sono numerose le sue curatele e collabora-zioni a mostre dedicate agli Etruschi. È stato Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico per i Beni Archeologici e Membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali del Ministero della Cultura. (@EtruscanTimes)


