Bologna villanoviana: ecco il primo volume della trilogia Racconti dalla Citta’

BOLOGNA, 18 GIUGNO 2025 – La Bologna villanoviana esce dalle trincee di scavo per entrare nel dibattito pubblico, offrendo una visione suggestiva e concreta di una città che costruisce il proprio futuro sulla consapevolezza del proprio passato. “Racconti dalla città. L’abitato villanoviano e orientalizzante di Felsina” è il titolo del volume curato da Jacopo Ortalli, Renata Curina e Tiziano Trocchi, primo di una trilogia dedicata alle trasformazioni urbane e ai mutamenti sociali nella città preromana.

Edito da Bologna University Press, il volume a piu’ voci sarà presentato il 20 giugno nel Salone d’Onore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio in via IV Novembre dalla Soprintendente Francesca Tomba, dalla responsabile per il patrimonio archeologico della Soprintendenza Sara Campagnani, da Giovanna Gambacurta dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che è anche direttrice della sezione Etruria Padana e Italia Settentrionale dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e da Luigi Malnati, già Soprintendente Mibac.

Oltre alla tutela del patrimonio, la divulgazione dei dati

Il libro risponde ai compiti delle Soprintendenze: accanto alla tutela del patrimonio, la divulgazione dei dati raccolti nelle indagini per renderli fruibili alla comunita’.  E’ il frutto di un lungo e articolato lavoro di ricerca condotto nel cuore della nuova Bologna, dove lo sviluppo urbano ha reso necessari – ma anche possibili – scavi archeologici per documentare il passato remoto della citta’ contemporanea. “Ne sono emersi nuovi e significativi elementi topografici e storici che hanno permesso di ampliare e approfondire il quadro delle conoscenze già acquisite negli scavi ottocenteschi e dei primi del Novecento”,  scrive la Soprintendente nell’introduzione al volume che in particolare punta i riflettori sull’abitato di Felsina tra l’VIII e il V secolo a.C. e le necropoli a esso collegate.

Una oligarchia fortemente strutturata

“Oltre alle nuove informazioni raccolte sul campo o derivate da indagini scientifiche, sono state approfondite anche questioni da tempo all’attenzione degli studiosi, tra cui l’origine del centro urbano, che si costituisce intorno alla metà dell’VIII secolo”, scrivono i curatori, osservando che “un aspetto particolarmente significativo che segna e caratterizza il momento della fondazione della città è l’esecuzione di una serie di imponenti opere pubbliche, certamente dovute a una pianificazione civica che presuppone l’esistenza, già in epoca molto precoce, di una realtà socio-economica forte e istituzionalmente strutturata: un sistema di tipo oligarchico dell’aristocrazia locale, probabile anticipazione degli assetti repubblicani che si affermeranno successivamente nel mondo etrusco e nella stessa Roma”.

Il progetto editoriale, interamente finanziato dal Ministero della Cultura, segna una tappa importante per gli studi sulla protostoria bolognese. Nel caso di questa pubblicazione, lo studio è stato portato avanti da un gruppo di lavoro costituito da funzionari della Soprintendenza, da archeologi professionisti e studiosi afferenti a diver­si Istituti. Le evidenze emerse negli ultimi decenni dagli scavi nel settore settentrionale (da piazza VIII Agosto a via Riva di Reno, da via Goito a via Galliera fino a piazza del Nettuno) e in quello orientale (da viale Ercolani alla sede Hera di viale Berti Pichat e via della Beverara) hanno permesso di ricostruire la morfologia di un abitato antico, complesso e già fortemente strutturato.

Analisi delle ceramiche e della geologia del territorio

Una sezione del libro è dedicata all’analisi tipologica delle ceramiche rinvenute in contesti abitativi; un’altra propone ipotesi sull’evoluzione fisica del territorio nel periodo villanoviano. Hanno contribuito all’elaborazione dei testi, oltre ai tre curatori, Anna Bondini, Claudio Calastri, Stefano Cremonini, Melissa Della Casa, Cristina Falla, Aldo Folli, Lisa Manzoli, Marco Marchesini, Silvia Marvelli, Claudio Negrelli, Nicoletta Onisto, Marco Palmieri, Silvana Sani e Cristian Tassinari.

Il volume è dedicato all’archeologo Enzo Lippolis, direttore del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza di Roma ed ex direttore dei musei di Taranto e Marzabotto, scomparso prematuramente nel 2018 dopo aver portato l’ateneo romano al primo posto al mondo per gli studi classici nella classifica internazionale QS, davanti a università come Harvard, Oxford e Cambridge. (@EtruscanTimes)

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