Borsa Mediterranea di Paestum, la Kore di Vulci sfida Pompei e Cleopatra per il Premio Palmyra

PAESTUM, 14 SETTEMBRE 2026 – Cinque scoperte, cinque paesi e un premio che, nel mondo dell’archeologia, ha assunto negli anni un valore particolare. Ma per chi guarda all’Etruria, la dodicesima edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra”, che sarà assegnato il 30 ottobre durante la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, ha già una protagonista: la Kore di Vulci, la raffinata testa in marmo greco emersa dagli scavi del progetto Vulci Cityscape e unica finalista direttamente legata al mondo etrusco.

Templi di Paestum

La XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si terrà a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre, con il suo centro nel Next ex Tabacchificio di Cafasso e iniziative anche nel Museo Archeologico Nazionale e nell’area archeologica. Nata come luogo d’incontro fra archeologia, turismo culturale, istituzioni, ricerca e imprese, la BMTA è oggi il primo e più grande salone espositivo al mondo dedicato al turismo archeologico. Accanto agli stand, il programma comprende conferenze, ArcheoVirtual, ArcheoLavoro, incontri con i protagonisti, laboratori di archeologia sperimentale e workshop con buyer italiani e stranieri.

I cinque contendenti

Il cuore simbolico dell’edizione 2026 sarà però il Premio “Palmyra”, promosso dalla BMTA insieme alla rivista Archeo e alle principali testate archeologiche internazionali partner. A contenderselo sono cinque scoperte: il grande ipogeo-mausoleo romano della valle di Bulqizë, in Albania; il porto sommerso individuato a Taposiris Magna, in Egitto, nell’ambito delle ricerche legate al mistero della tomba di Cleopatra; la sala da banchetto con il monumentale fregio dionisiaco della Casa del Tiaso a Pompei; i mosaici con coccodrilli, fenicotteri e altri animali scoperti a Eraclea al Latmo, in Turchia; e, appunto, la Kore di Vulci.

Paul P. Pasieka (a sinistra) e Mariachiara Franceschini mostrano il luogo dove, a Vulci, trovarono la Kore

È quest’ultima a introdurre nella competizione un tema particolarmente caro agli studi etruschi: la profondità dei rapporti fra le città dell’Etruria e il mondo greco. La testa, attribuita a un atelier attico degli inizi del V secolo a.C., è uno dei rarissimi esempi di grande scultura greca rinvenuti fuori dalla Grecia. È stata trovata nell’area del nuovo tempio monumentale individuato da Vulci Cityscape, il progetto diretto da Mariachiara Franceschini dell’Università di Friburgo e Paul P. Pasieka dell’Università di Magonza, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e la Fondazione Vulci, presieduta da Laura Allegrini.

Più che un semplice oggetto importato, il reperto apre interrogativi sui circuiti religiosi, politici e culturali che legavano Vulci al Mediterraneo greco. La candidatura acquista così un significato che va oltre la qualità estetica del ritrovamento. Vulci, grande metropoli dell’Etruria meridionale, torna al centro di un racconto internazionale non solo attraverso gli affreschi della Tomba François o i corredi dispersi nei musei, ora documentati dal progetto Vulci nel Mondo, ma attraverso un frammento della città dei vivi e dei suoi luoghi sacri.

Andreas Steiner

La Borsa, diretta dal suo fondatore Ugo Picarelli, ha costruito nel tempo proprio su questo incrocio fra ricerca e divulgazione una parte della propria identità. Il premio, condiviso con il direttore di Archeo Andreas Steiner, era stato intitolato fino al 2024 a Khaled al-Asaad, l’archeologo di Palmira ucciso nel 2015 per aver difeso il patrimonio della città siriana, ed è oggi dedicato direttamente a Palmyra.

Nelle precedenti edizioni sono stati premiati, fra gli altri, Zahi Hawass per la “città d’oro perduta” presso Luxor, Jacopo Tabolli e il Comune di San Casciano dei Bagni per i bronzi etruschi e romani del santuario termale, e il MOLA – Museum of London Archaeology per il mausoleo romano scoperto a Londra. Nell’edizione 2025, tra i protagonisti erano comparsi anche Federica Rinaldi, direttrice del Museo Nazionale Romano, Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, Irena Guidikova del Consiglio d’Europa e l’urbanista Pietro Laureano. L’anno scorso, a Paestum, fu anche data molta enfasi alla messa in sicurezza, restauro, fruizione e valorizzazione dell’abitato palafitticolo sommerso di Gran Carro di Bolsena.

Anche la platea della BMTA resta molto ampia. Fra gli espositori annunciati per il 2026 figurano Archeoclub d’Italia, l’Associazione Nazionale Archeologi, la Confederazione Italiana Archeologi, i Gruppi Archeologici d’Italia, il FAI, il CNR-ISPC, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e numerosi parchi e musei archeologici italiani, insieme a rappresentanze straniere dall’Albania alla Siria, dalla Giordania alla Tunisia.

Al vincitore deciso dalla giuria si affiancherà inoltre uno Special Award assegnato dal pubblico attraverso il voto sulla pagina Facebook della Borsa fino al 15 ottobre. Per la Kore di Vulci sarà dunque una doppia sfida: competere con quattro scoperte di grande richiamo e, nello stesso tempo, portare ancora una volta l’Etruria sulla scena internazionale. (@EtruscanTimes)

Redazione
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