Brad Lidge: dal ‘dugout’ dei Phillies di baseball al mondo degli Etruschi

FILADELFIA, 4 APRILE 2026 – Dal ‘dugout’ del baseball al mondo degli Etruschi. L’ex giocatore della Major League Baseball Brad Lidge, il pitcher dei Philadelphia Phillies che lanciò il tiro della vittoria delle World Series del 2008, è oggi un archeologo che si occupa di ricerche sulla civiltà etrusca: un’attivita’ che lo scorso mese lo ha portato a far parte del Board dei Consiglieri del Penn Museum, il museo dell’Universita’ di Pennsylvania. Considerate le quattro stagioni del giocatore a Filadelfia (2008–2011), la scelta non poteva essere piu’ naturale.

“Cercavo di capire cosa fare dopo il baseball e avevo una forte inclinazione verso l’archeologia religiosa. Avevo una laurea era in studi religiosi, e pensai quindi di andare in Terra Santa per partecipare a scavi. Ma a quel punto i miei figli non erano più così piccoli e, per la prima volta, avevamo un’estate da trascorrere insieme come famiglia. Ho pensato che forse aveva più senso guardare all’Europa”, ha detto a Penn Museum Voices l’ex campione della MLB che sposto’ cosi’ i suoi interessi sugli studi romani: “Il primo scavo fu a Carsulae, non lontano da Roma. Il primo giorno, come studente volontario, trovai una moneta all’interno di un complesso termale. Era una moneta di bronzo, non d’argento, ma non importava: in quel momento capii che amavo fare l’archeologo”. 

Il colpo di fulmine con l’Etruscologia

Il colpo di fulmine con l’etruscologia arrivo’ poco piu’ avanti: “Nel 2017 stavo valutando un sito romano ed etrusco a Orvieto e, nello stesso anno, il responsabile di quello scavo, David George, mi disse che dovevo andare a Siena, a un’ora di distanza, per incontrare Anthony Tuck, dell’Universita’ di Massachusetts a Amherst, che dirigeva uno scavo esclusivamente etrusco. Così ci andai e, fin da subito, mi trovai in sintonia con lui”.

Lidge continuo’ a lavorare sull’antica Roma, ma allo stesso tempo allenava anche la squadra di Little League di un figlio: “Durante il COVID mi sono fermato a riflettere: qual era l’ambito che lo attirava di piu’, quello su cui voleva imparare scavando? “Così ho ricontattato Tony dicendomi pronto buttarmi e, prima o poi, entrare a far parte del suo team”.

Era il 2022: da allora Lidge lavora Tuck, con lui ha pubblicato articoli e sta completando un libro sui sigla, segni grafici incisi lasciati su ceramiche, tegole e altri oggetti: “Non sappiamo esattamente cosa significhino, ma abbiamo alcune teorie”, dice. In questi giorni l’ex giocatore scava con Tuck e con un team italiano a Poggio Civitate, (Murlo), circa mezz’ora a sud di Siena, e in marzo e’ stato chiamato a far parte del Board of Advisors del Penn Museum: “È stato un onore quando mi hanno contattato. Al Penn Museum ho anche incontrato Brian Rose, una vera star dell’archeologia, e ho scoperto il lavoro che stava portando avanti”. (@EtruscanTimes)

Redazione
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