“Broken”, nella mostra a Palazzo Strozzi il frammento diventa opera. Tra i protagonisti la Testa di Turms

FIRENZE, 3 Settembre 2026 – Un frammento può essere più eloquente di una statua integra. È la scommessa di Broken. Il potere del frammento, la grande mostra che Palazzo Strozzi inaugurerà il 25 settembre e che, tra oltre ottanta opere provenienti da alcuni dei maggiori musei internazionali, porterà a Firenze anche uno dei capolavori della coroplastica etrusca: la Testa di Turms (Ermes) dal santuario di Portonaccio a Veio, conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Palazzo Strozzi

L’esposizione, aperta fino al 24 gennaio 2027 e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi insieme alla National Gallery of Art di Washington, attraversa millenni e continenti, dall’antico Egitto alla Grecia e al mondo etrusco e romano, fino a Michelangelo, Rodin e agli artisti contemporanei Louise Bourgeois, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Il filo conduttore è ciò che resta quando un’opera perde la propria integrità: il frammento non più inteso come testimonianza incompleta, ma come oggetto dotato di una nuova autonomia estetica, storica e simbolica.

In questo percorso la presenza di Turms assume un significato particolare. La testa in terracotta, datata al 510-500 a.C. e alta 46 centimetri, apparteneva alla straordinaria decorazione del tempio di Portonaccio a Veio, lo stesso complesso dal quale proviene il celeberrimo Apollo. Rinvenuta nel 1916 insieme all’Apollo e a una parte della statua di Eracle, conserva ancora tracce di pigmento e mostra il dio con il copricapo alato, i riccioli disposti sulla fronte e le lunghe ciocche che scendono sulle spalle.

L’Apollo di Veio
Tempio di Portonaccio a Veio

Turms, corrispondente etrusco dell’Ermes greco e del Mercurio romano, faceva probabilmente parte della scena collocata sul colmo del tetto del tempio con Apollo ed Eracle nella contesa per la cerva dalle corna d’oro sacra ad Artemide. La sua presenza, alle spalle dei protagonisti, richiamava il ruolo di messaggero divino e indicava che lo svolgersi dell’azione rispondeva alla volontà di Zeus.

Attribuita alla grande officina veiente attiva alla fine del VI secolo a.C. – legata dalla tradizione al celebre maestro chiamato a Roma da Tarquinio il Superbo per la decorazione del tempio di Giove Capitolino – la testa di Turms è essa stessa un esempio perfetto della tesi della mostra. Separata dal corpo e dal contesto monumentale per il quale era stata creata, non è diventata un relitto: il frammento ha acquisito una propria forza figurativa.

Dopo Firenze, la mostra andrà a Washington

A Firenze dialogherà con reperti e sculture provenienti, tra gli altri, dal Metropolitan Museum of Art, dal Louvre e dal British Museum, ricordando come anche un solo volto possa restituire la qualità e l’ambizione dell’arte etrusca nel Mediterraneo arcaico.

La mostra è curata da C. D. Dickerson III e Andrew Sears della National Gallery of Art, in collaborazione con Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi. Dopo Firenze, Broken sarà presentata in una nuova versione alla National Gallery of Art di Washington dal 3 marzo al 27 giugno 2027. @EtruscanTimes

Redazione
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