ROMA, 16 APRILE 2026 – E’ cominciata la programmazione della XXVI campagna di scavo di Campo della Fiera: le iscrizioni per partecipare alle attività archeologiche di questa estate rimarranno aperte fino a domenica 31 maggio 2026. Il sito, ai piedi della rupe di Orvieto, è identificato come sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi e centro spirituale e politico attivo per oltre duemila anni.

Articolate in due turni, dal 6 luglio al 1 agosto e poi dal 3 agosto al 29 agosto, le attività di scavo, si svolgeranno sotto la guida della professoressa Simonetta Stopponi, presidente dell’Associazione Campo della Fiera Onlus, con concessione ministeriale e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Sul sito dell’associazione è possibile trovare le informazioni operative per la partecipazione.

La campagna rappresenta un’importante occasione formativa per gli studenti, che potranno acquisire crediti formativi universitari secondo le disposizioni dei rispettivi atenei. Le attività quotidiane si svolgeranno dalle 6:00 alle 14:00, con turnazioni anche in laboratorio per il trattamento dei reperti, tra cui lavaggio e siglatura. Il progetto coinvolge il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia e prevede la partecipazione di studenti provenienti anche da altri atenei italiani e stranieri.
Le attività di scavo dell’agosto dell’anno scorso al Fanum Voltumnae furono raccontate in un avvincente “diario” pubblicato sul Giornale dell’arte da Giuseppe M. Della Fina, vice-presidente della Fondazione per il museo “Claudio Faina”. Parallelamente, il sito continua a restituire elementi di rilievo scientifico: oltre al profondo pozzo “custode di tesori dimenticati”, le indagini archeologiche hanno riportato alla luce templi, mosaici e ceramiche di pregio. Proprio da questo contesto proviene un reperto che ha suscitato interesse in relazione al mistero dei Templari, suggerendo un possibile intreccio storico ancora oggetto di studio.

La valorizzazione del sito è accompagnata anche dalla diffusione cinematografica. Il docufilm Campo della Fiera e il Pozzo del Tempo (ne abbiamo parlato qui), diretto da Massimo D’Alessandro e prodotto da Asso – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione in collaborazione con l’Associazione Campo della Fiera, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia e le Soprintendenze Archeologiche competenti, ha ottenuto il Premio Best Documentary Film al Saath Jiyo International Film Festival 2026, dopo i riconoscimenti al Firenze Archeofilm 2025 e alla Rassegna del Cinema Archeologico di Cavriana. Il documentario è stato inoltre proiettato all’Ogeechee International History Film Festival della Georgia Southern University.
Durante il periodo estivo, sono inoltre previste iniziative ed eventi che renderanno il sito visitabile al pubblico, rafforzando il ruolo di Campo della Fiera come centro di ricerca, formazione e divulgazione archeologica (@EtruscanTimes)

