MILANO, 1 GIUGNO – CINETRUSCO a Milano: il Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati inaugura la sua prima rassegna cinematografica con cinque film ispirati agli etruschi. La programmazione e’ stata curata da Maurizio Harari, archeologo, docente di etruscologia e civiltà italiche all’Universita’ di Pavia e grande appassionato di cinema, a fianco della mostra Etruschi del Novecento, in corso fino al 3 agosto in collaborazione con il Mart di Rovereto.
L’appuntamento di CINETRUSCO e’ per sabato 14 e domenica 15 giugno. Nella sala convegni del Museo d’Arte le proiezioni permetteranno di scoprire il mondo etrusco nel cinema: l’oscurità inquietante delle tombe, paesaggi rupestri, l’immaginario delle danze e dei banchetti, sale zeppe di oggetti di vecchi musei, infine l’avventura dei tombaroli: tema di tanti film, oltre 200 dei quali censiti dall’archeologo di Cerveteri Alessandro Palmieri nel suo saggio “Etruschi sullo schermo”.
Si parte con L’Etrusco Uccide Ancora
Si parte sabato 14 con il classico L’Etrusco Uccide Ancora, il giallo di Armando Crispino con la musica di Riz Ortolani e Alex Cord, Samantha Eggar e John Marley nel cast: il film del 1972 è ambientato in Toscana, in un contesto archeologico ispirato alla civiltà etrusca. Protagonista è un archeologo coinvolto in una serie di omicidi rituali legati a un misterioso culto antico.
L’atmosfera, cupa e decadente, mescola ossessione, mitologia e simbolismo funebre. A seguire Zeder: l’horror fantascientifico del 1983 diretto da Pupi Avati con Gabriele Lavia nel ruolo centrale ruota attorno alla scoperta di misteriose zone K in cui i morti potrebbero tornare in vita.
Il protagonista e’ un giovane giornalista di nome Stefano che si ritrova invischiato in una trama di esperimenti paranormali e cospirazioni scientifiche. Avati evoca il mistero sepolto della terra italiana, ma lo fa più in chiave esistenziale e sovrannaturale che storica o mitologica.

Domenica si riparte con La Chimera di Alice Rohrwacher il dramma romantico presentato in concorso a Cannes con Josh O’Connor, Isabella Rossellini e Alba Rohrwacher su un archeologo britannico che torna sul luogo del delitto dopo esser stato rilasciato dalla prigione per complicita’ negli scavi clandestini. Segue a ruota Fumo di Londra del 1966, diretto e interpretato da Alberto Sordi: quest’ultimo scelto per la sequenza centrale ambientata nella necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri.
Nel film, Sordi interpreta Dante Fontana, un antiquario perugino affascinato dalla cultura inglese, che, durante un viaggio a Londra con il pretesto di partecipare a un’asta per una scultura etrusca, si trova coinvolto in un’avventura grottesca e surreale cercando di adattarsi all’alta società britannica. Ma è proprio nella parte finale del film, quando Dante torna in Italia e si rifugia tra le tombe etrusche, che il film introduce un momento carico di evocazione simbolica che ha suscitato l’interesse di studiosi e curatori, perché offre un raro uso cinematografico della necropoli etrusca come spazio simbolico e non solo scenografico.
Chiudera’ la serata di domenica Vaghe Stelle dell’Orsa (Sandra nella versione anglosassone) del 1965 di Luchino Visconti, Leone d’Oro a Venezia. Claudia Cardinale e Jean Sorel sono due fratelli che tornano a incontrarsi nella ancestrale Volterra, una delle città-simbolo della civiltà etrusca, con panorami, tombe e scorci archeologici che permeano l’atmosfera. Non è un caso: Visconti ha scelto Volterra per il suo passato sepolto, il senso di decadenza e memoria, perfetti per la tragedia familiare che il film mette in scena. (@EtruscanTimes)


