Un libro racconta la storia del cofanetto in avorio più prezioso del mondo etrusco

ROMA, 28 APRILE – Una monografia su uno dei reperti più straordinari mai trovati in epoca arcaica nel mondo etrusco-italico, il cofanetto in avorio con le figure in ambra che raffigura miti greci (Perseo, Medusa, Achille e Aiace e altro) in stile etrusco, è uscita in questi giorni (in tedesco con sintesi in italiano) per i tipi  della casa editrice Philipp von Zabern, Herder/WBG.

Il ritrovamento a Belmonte Piceno nel 2018

Il ritrovamento è avvenuto nel 2018 durante gli scavi in una tomba maschile di Belmonte Piceno (Marche), databile alla fine del VI sec.a.C. Il cofanetto fu realizzato da un artigiano che lavorò a Chiusi, Cortona e forse proprio a Belmonte Piceno tra il 560 e il 540 a.C., dando vita a un nuovo stile artistico che combina elementi greci, etruschi e italici.

Pittura a figure nere realizzata in ambra

Oltre che unico, questo reperto fornisce nuove importanti informazioni sull’arte figurativa del mondo mediterraneo. Ad esempio, le incisioni sul retro delle figure in ambra si ispirano chiaramente alla pittura attica a figure nere dei vasi di Sophilos e Kleitias, tanto da poter parlare di ‘pittura a figure nere realizzata in ambra’.

Il cofanetto ricorda l’Arca di Cipselo di Olimpia, ma tecnicamente si colloca nella tradizione delle più antiche pissidi d’avorio del Vicino Oriente e soprattutto delle pissidi in avorio etrusche (pisside della Pania di Chiusi).

Nel libro vengono poi analizzate e presentate tutte le sculture figurative in avorio scoperte da Innocenzo Dall’Osso tra il 1909 e il 1911, oggi considerate perdute, nonché le sculture in ambra uniche nel loro genere. Finora la necropoli di Belmonte Piceno è nota nel mondo scientifico soprattutto per la “tomba del duce” (che ha restituito la famosa idria in bronzo e sei carri a due ruote) e le cosiddette “tombe delle Amazzoni“, sepolture di donne che contenevano punte di lance e teste di mazze, tutti databili entro il VI sec.a.C.

In italiano sono usciti prima della monografia alcuni contributi preliminari sul cofanetto e sul grande lavoro di ricontestualizzazione della necropoli di Belmonte, che si trova in parte qui: https://uni Freiburg.academia.edu/JoachimWeidig

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