ROMA, 16 GIUGNO – Palazzo San Felice, storico edificio situato nel cuore di Roma, di fronte al Quirinale, è il protagonista di un’ampia operazione di valorizzazione promossa dalla Presidenza della Repubblica, dal Ministero della Cultura e dall’Agenzia del Demanio, che è stata ribattezzata Cultura in Cantiere. Presentata il 12 giugno alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’iniziativa punta a restituire al pubblico edifici storici attraverso progetti innovativi che uniscono restauro, rifunzionalizzazione e tecnologie digitali. Palazzo San Felice è il progetto pilota e, al termine dei lavori previsti per il 2027, diventerà la nuova sede della Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte (BIASA), attualmente ospitata a Palazzo Venezia.

Il restauro e la trasformazione dell’edificio sono stati affidati all’architetto svizzero Mario Botta, nell’ambito del Piano strategico Grandi progetti beni culturali. L’intervento coinvolge la Presidenza della Repubblica (proprietaria del bene), il Ministero della Cultura – che ne avrà la gestione per 25 anni – e l’Agenzia del Demanio. L’obiettivo è trasformare un luogo storicamente inaccessibile in uno spazio culturale aperto e partecipativo, abbandonando la vecchia idea di biblioteca come luogo riservato a pochi, per abbracciare una nuova visione: una piattaforma viva, dinamica, inserita nel tessuto urbano e sociale della città.

Avviato nel 2023, il progetto di Botta interessa un intero isolato e prevede demolizioni e ricostruzioni per realizzare tre cortili: una piazza principale, un anfiteatro e un cortile funzionale. L’edificio finale sarà distribuito su cinque livelli, con una superficie di oltre 6.800 metri quadri e 10.500 metri lineari di scaffalature. Oltre agli spazi destinati allo studio e alla conservazione – che accoglieranno un patrimonio di 350.000 unità bibliografiche – il complesso ospiterà un foyer, una caffetteria e un bookshop, tutti accessibili dal grande androne d’ingresso. Secondo Botta, rigenerare un edificio storico è “un atto di umanesimo”: il rispetto per il passato si esprime attraverso una progettazione moderna, sincera e onesta, capace di generare nuova bellezza.
La cultura è una narrazione dinamica
In attesa della fine dei lavori, Palazzo San Felice è già stato parzialmente restituito alla città. Dal 14 giugno al 28 dicembre 2025, è visitabile ogni fine settimana (ingresso gratuito su prenotazione cliccando qui), offrendo al pubblico un percorso tra storia, architettura e innovazione. Il percorso di visita – circa 700 metri quadri – consente di esplorare il cantiere in corso attraverso affacci speciali (come lo scalone monumentale o il cortile dell’anfiteatro), modelli digitali aggiornati in tempo reale, materiali audiovisivi e installazioni interattive. È anche l’occasione per scoprire elementi storici finora inaccessibili, come il Sepolcro dei Sempronii, risalente al I secolo a.C., e un piccolo oratorio affrescato del XVI secolo. Inoltre, grazie alla tecnologia 3D e al videomapping, i visitatori possono vivere un’esperienza immersiva che anticipa gli ambienti della futura biblioteca. Come ha affermato dal ministro della cultura, Alessandro Giuli, “la cultura è una narrazione dinamica, non un punto d’arrivo statico”, e il racconto di questo cantiere – tra passato, presente e futuro – ne è una dimostrazione concreta. (@Etruscan Times)

