Dispersi per decenni, i Delfini Guizzanti tornano in luce a Cerveteri

CERVETERI, 24 MAGGIO 2026 – Un grande arredo sacro etrusco del IV secolo avanti Cristo decorato con fregi di animali marini, disperso per decenni tra scavi archeologici e traffici clandestini, torna finalmente a ricomporsi. Sabato 23 maggio nella Sala Ruspoli di Cerveteri, il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia ha presentato il restauro e la ricomposizione dei cosiddetti Delfini Guizzanti, uno dei più importanti recuperi scientifici e di tutela degli ultimi anni nel campo dell’archeologia etrusca.

L’operazione, coordinata dal direttore del PACT Vincenzo Bellelli insieme al team di ricerca del Parco, ha consentito di ricostruire il monumento riunendo frammenti provenienti dagli scavi regolari condotti da CNR e Soprintendenza con un elemento cruciale recuperato dal mercato antiquario illecito grazie all’accordo con la società britannica intestata a Robin Symes, il trafficante il cui nome resta legato ad alcune delle più controverse vicende del commercio illegale di antichità italiane tra gli anni Settanta e Novanta.

Il reperto ricomposto interamente – un eccezionale esempio di decorazione architettonica etrusca di età ellenistica – getta nuova luce sul santuario di Ercole Cerite sito nella Contrada Sant’Antonio e i suoi lussuosi arredi di culto. I “delfini guizzanti”, con il loro dinamismo marino e la raffinata resa plastica, testimoniano il livello raggiunto dalle botteghe ceretane nel IV secolo a.C., in una fase in cui Cerveteri continuava a essere uno dei maggiori centri aristocratici dell’Etruria meridionale pur nel progressivo avanzare della potenza romana.

Vincenzo Bellelli

Negli ultimi anni il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia ha intensificato le attività di studio e valorizzazione del patrimonio disperso, anche attraverso collaborazioni internazionali e recuperi dal mercato clandestino. Il caso dei Delfini Guizzanti si inserisce in una stagione particolarmente intensa per la tutela archeologica italiana, segnata da restituzioni eccellenti e da una crescente cooperazione tra istituzioni culturali e nuclei investigativi specializzati.

Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre alla sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, il direttore Bellelli, i ricercatori del PACT, il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e la funzionaria di zona della Soprintendenza, Rossella Zaccagnini.

L’opera è stata poi resa visibile al pubblico in occasione della Notte Europea dei Musei. Un debutto serale che ha finalmente restituito alla comunità un capolavoro sopravvissuto alla dispersione, ai traffici clandestini e al tempo. (@EtruscanTimes)

Redazione
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