ROMA, 18 AGOSTO 2026 – La Tomba François torna al centro degli studi etruscologici internazionali. Dopo l’acquisizione da parte dello Stato dei celebri affreschi già Torlonia e l’apertura della mostra Il ritorno degli eroi, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospiterà mercoledì 16 settembre una giornata di studi che promette di essere uno degli appuntamenti scientifici più importanti dell’anno: Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto. Non una celebrazione del capolavoro appena restituito alla fruizione pubblica, ma il tentativo di ricomporre, attraverso archeologia, storia, epigrafia, pittura e storia del collezionismo, quel mondo che la dispersione ottocentesca aveva separato.

A curare l’incontro sono Luana Toniolo, direttrice di Villa Giulia, Christian Mazet del British Museum e Laura Maria Michetti, professoressa di Etruscologia alla Sapienza Università di Roma, che apriranno i lavori proprio con una relazione dedicata alla necessità di “rileggere” la François nel suo contesto. È quasi la prosecuzione scientifica della mostra. Toniolo aveva spiegato a Etruscan Times che la possibilità di osservare finalmente gli affreschi da vicino avrebbe aperto «una fase nuova» di studi; Michetti aveva parlato di un «evento sicuramente epocale per l’etruscologia», indicando nella “ricontestualizzazione” la parola chiave dell’intera operazione.

L’apertura affidata ad Alfonsina Russo e Giuseppe Sassatelli
La giornata sarà aperta dai saluti di Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Mic, e di Giuseppe Sassatelli, presidente dell’INSEI (Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici). Non è una presenza soltanto istituzionale: sulle pagine di Etruscan Times, Sassatelli aveva definito l’acquisizione «un evento davvero straordinario», sottolineando la complessità storica della tomba e la sua capacità di riaccendere l’interesse internazionale per gli Etruschi.


La prima sessione entrerà fisicamente nella necropoli di Ponte Rotto. Alessandro Conti della Sapienza Università di Roma – nonché protagonista, con Michetti e Mazet, delle nuove ricerche anglo-franco-italiane a Vulci sulle tracce degli scavi di Stéphane Gsell – parlerà della François e delle “altre” tombe, ricostruendo topografia e architettura funeraria. Giulio Paolucci, della Fondazione Luigi Rovati, e Lionel Pernet, direttore del Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, presenteranno nuovi dati sul corredo, mentre Carmine Ampolo, professore alla Scuola Normale superiore di Pisa, affronterà il rapporto fra la tomba, Roma arcaica, storia e mito.

Poi lo sguardo si allargherà all’Europa. Laurent Haumesser del Musée du Louvre ricostruirà le molte “letture” della François; Maurizio Sannibale, della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, tornerà sull’ultima grande impresa di Carlo Ruspi e sulle copie ottocentesche degli affreschi. Infine Mazet e Aude Mongiatti, del British Museum, presenteranno nuovi dati sugli ori della tomba e sui gioielli Castellani conservati a Londra.

È forse qui che il convegno di Villa Giulia mostra con maggiore evidenza la propria dimensione internazionale. La François è a Vulci, i suoi affreschi sono ora a Roma, ma parti del suo corredo hanno seguito vie che portano a Parigi, Londra, Losanna e Bruxelles. Michetti lo aveva ricordato a ET indicando proprio Louvre, British Museum, museo di Losanna e Cinquantenaire di Bruxelles come luoghi di una dispersione che oggi la ricerca prova almeno virtualmente e scientificamente a ricomporre. La stessa mostra di Villa Giulia nasce da questa rete di collaborazioni e prestiti internazionali.

La seduta pomeridiana su Vulci nell’età ellenistica
Nel pomeriggio del 16 settembre il convegno tornerà sulla Vulci ellenistica. Anna Maria Moretti Sgubini, già soprintendente per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e profonda conoscitrice di Vulci, parlerà di pittura parietale e scultura nelle tombe ellenistiche; Maurizio Harari (IUSS Pavia) analizzerà la grande parete dipinta della François all’alba dell’età ellenistica; Enrico Benelli, professore all’Università degli Studi Roma Tre, leggerà invece le tombe attraverso le iscrizioni, con una relazione sull’epigrafia vulcente.
Il convegno si chiuderà tornando all’archeologia di oggi: Russo, Simona Carosi (SABAP Viterbo-Etruria Meridionale), Carlo Regoli e Carlo Casi (direttore scientifico dela Fondazione Vulci) presenteranno “Vulci nel IV secolo: nuovi studi e scoperte”, collegando così il monumento divenuto celebre nell’Ottocento alle ricerche che stanno trasformando, stagione dopo stagione, la conoscenza della città etrusca.
È il significato più profondo della giornata: gli affreschi sono arrivati a Villa Giulia, ma il viaggio della Tomba François non è terminato. Ora comincia quello degli studiosi, chiamati a rimettere insieme immagini, oggetti, iscrizioni, archivi e paesaggio. Da Vulci a Roma, passando per Parigi, Londra e Losanna, una storia spezzata prova finalmente a tornare unitaria. (@EtruscanTimes)

