CERVETERI, 21 SETTEMBRE 2026 – Dopo il prestigioso viaggio ad Atene, il luogo dove oltre 2500 anni fa era stato creato, il Cratere di Eufronio è tornato a casa, al Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri, pronto ad accogliere nuovamente il pubblico in uno dei luoghi più profondamente legati alla sua storia.
Ora questo nuovo viaggio si e’ concluso e il cratere, detto anche di Sarpedonte, e’ tornato ad essere uno dei pezzi simbolo del museo della cittadina laziale.
Realizzato ad Atene intorno al 515 a.C., il grande vaso a calice, alto 45,7 cm e largo 55,1, e’ firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come pittore. La scena principale viene dall’Iliade: Hypnos e Thanatos, il Sonno e la Morte, trasportano il corpo di Sarpedonte, figlio di Zeus e alleato dei Troiani, ucciso da Patroclo. Hermes assiste alla scena. Il vaso e’ considerato rivoluzionario soprattutto per il naturalismo dei corpi e per il modo in cui Euphronios riesce a rendere anatomia, movimento e profondità. Arrivò a Cerveteri come bene di altissimo prestigio, destinato a un’élite capace di comprendere, desiderare e usare il linguaggio figurativo greco.
Altrettanto interessante della storia antica del cratere e’ quella moderna. Il vaso fu scavato clandestinamente nell’area di Cerveteri nel 1971, portato illegalmente fuori dall’Italia e acquistato l’anno successivo dal Metropolitan Museum di New York, dove divenne uno dei reperti più celebri della collezione di antichità e successivamente uno dei casi emblematici della battaglia italiana contro il traffico internazionale di reperti archeologici.
Dopo una lunga trattativa, il museo newyorkese accettò la restituzione. Il cratere rientrò materialmente in Italia nel gennaio 2008; dopo essere stato esposto anche a Villa Giulia, nel 2015 fu definitivamente assegnato al Museo di Cerveteri, tornando quindi nel territorio dal quale era stato trafugato. (@EtruscanTimes)

