ROMA, 28 Luglio 2025- Tuscania rende omaggio a una delle sue più illustri protagoniste culturali: Maria Donatella Gentili (1956–2019), archeologa raffinata, docente appassionata, figura centrale nello studio e nella valorizzazione del patrimonio archeologico tuscanese. A lei è dedicato il volume Turscna, Tuscana, Toscanella, Tuscania. Atti della Giornata di Studi per Maria Donatella Gentili, pubblicato nel 2025 da Edizioni Quasar e curato da Francesco Buranelli e Anna Maria Moretti Sgubini.

La Giornata di Studi, svoltasi il 7 ottobre 2023 presso il Museo Archeologico Nazionale di Tuscania, è stata organizzata dall’Associazione di Studi “Vincenzo Campanari, da sempre punto di riferimento per la ricerca etruscologica sul territorio. L’iniziativa si è sviluppata a partire dal recupero, da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, di due preziosi sarcofagi fittili di età ellenistica, rientrati in Italia dopo essere stati sequestrati in Svizzera. Quegli stessi sarcofagi, caratterizzati da un’eccezionale conservazione della policromia originaria, erano al centro degli ultimi studi di Donatella Gentili.
«Quando Donatella ci ha lasciato, stava studiando proprio questi sarcofagi, e noi per ricordarla siamo voluti ripartire dal suo studio non ultimato per offrirle l’affettuoso omaggio dell’Associazione Campanari e il ricordo di tutti i colleghi», scrive, nella introduzione al volume, Francesco Buranelli, che è stato direttore del Museo Gregoriano Etrusco per 13 anni e per 11 anni Direttore dei Musei Vaticani.
Il volume si apre con un toccante contributo di Margherita Eichberg, Soprintendente per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, che rievoca la sensibilità umana e istituzionale di Donatella Gentili, sottolineandone il ruolo nella tutela del patrimonio come bene comune e come progetto civile condiviso.
Archeologia e ricerca al servizio della memoria

I due sarcofagi sono oggetto di studio nei saggi firmati da Claudia Noferi e Donata Magrini, che li esaminano sia da un punto di vista archeologico che con metodi scientifici avanzati per l’analisi non invasiva della policromia. I risultati restituiscono non solo le tecniche decorative originarie, ma anche il valore simbolico di queste opere, confermando l’importanza della sinergia tra archeologia e scienza dei materiali.
Seguono studi che abbracciano un’ampia cronologia e varietà tematica, contribuendo a una visione complessiva della storia tuscanese. Anna Maria Conti, nel saggio Tuscania prima di Tuscania, ricostruisce il quadro insediativo dalla preistoria all’età del Ferro. Anna Maria Moretti Sgubini e Sara Costantini, coautrici di un saggio sull’architettura funeraria tuscanese tra VII e V secolo a.C., guidano il lettore tra tumuli monumentali, tombe rupestri e influenze ceretane, testimoniando la ricchezza e la varietà dei contatti culturali tra Tuscania, Vulci e Tarquinia.
Un contributo di Enrico Benelli indaga le epigrafi funerarie delle famiglie tuscanesi, come i Curuna e i Vipinana, evidenziando i legami genealogici e sociali con le élites di altre città etrusche, in particolare Tarquinia. A seguire, Adriano Maggiani offre una rilettura storica e semantica del titolo etrusco macstrevc, inciso su un sarcofago di Tuscania e probabilmente equivalente al magister populi, delineando la presenza di un ruolo politico-militare di alto rango nella gerarchia etrusca arcaica.
A concludere il volume, Pietro Tamburini ridiscute l’influenza tarquiniese sulle sponde del Lago di Bolsena, restituendo all’area il controllo dei potentati di Vulci e Volsinii, con una prospettiva storiografica aggiornata e fondata su nuove letture archeologiche.
Una rete culturale ampia e coesa
Il progetto editoriale ha potuto contare su un’ampia rete di sostegno. Oltre all’Associazione Campanari, hanno patrocinato l’iniziativa l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, la Soprintendenza ABAP per Viterbo e l’Etruria meridionale, la Direzione Regionale Musei Lazio, l’ISPC-CNR di Firenze e naturalmente l’Arma dei Carabinieri, con la quale è attiva una convenzione di collaborazione per lo studio e la valorizzazione dei due sarcofagi. Il coordinamento redazionale è stato curato da Manuela Cascianelli, con il contributo di Emanuele Gabellini per Edizioni Quasar.
Un’eredità viva
Donatella Gentili è stata allieva di Massimo Pallottino e Giovanni Colonna, ha insegnato Etruscologia a Roma “La Sapienza” e a Tor Vergata, e ha presieduto l’Associazione Campanari dal 2014 al 2019, promuovendone l’apertura a livello nazionale. La sua dissertazione di dottorato del 1991 sui sarcofagi etruschi in terracotta è ancora oggi un riferimento scientifico, così come lo sono i numerosi interventi successivi sulle produzioni tuscanesi.
Il volume Turscna, Tuscana, Toscanella, Tuscania è dunque un atto di memoria attiva: un’occasione per proseguire il dialogo tra studiosi, territorio e istituzioni nel solco tracciato da Donatella. La sua lezione, che unisce rigore accademico, passione civile e amore per Tuscania, continua a parlare al presente. Il volume è acquistabile scrivendo a: associazionevincenzocampanari@gmail.com. (@EtruscanTimes)


