ROMA, 7 GIUGNO – È ufficiale la nomina di Fabrizio Magani a direttore generale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura. La designazione, trasmessa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, affida a Magani uno degli incarichi di maggiore responsabilità nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Storico dell’arte con una lunga carriera nella pubblica amministrazione, Magani ha diretto alcune delle Soprintendenze più complesse e strategiche del Paese. Tra i suoi incarichi più recenti si segnala la guida della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e la sua laguna, nonché, in precedenza, quella per le province di Belluno, Padova e Treviso, e quella di Verona, Rovigo e Vicenza.
Il lavoro in Abruzzo dopo il terremoto
Il suo nome è inoltre legato a un’esperienza particolarmente significativa: dal 2010 al 2014 ha diretto la direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, in un momento chiave per il territorio, quello della ricostruzione dopo il terremoto del 2009. In quel contesto Magnani ha coordinato numerosi progetti di recupero e messa in sicurezza del patrimonio colpito.
A livello nazionale, Magani ha ricoperto il ruolo di vice direttore generale vicario nell’ambito del Grande Progetto Pompei, contribuendo alla definizione e attuazione del programma straordinario di interventi conservativi e di prevenzione sul celebre sito archeologico.
Accademico e autore, Magani ha fatto parte di diversi comitati scientifici ed è stato autore di saggi e monografie su temi di tutela, storia dell’arte e conservazione, con particolare attenzione ai contesti territoriali in cui ha operato.
La nomina arriva in un momento cruciale per le politiche culturali italiane, segnato dalla necessità di rafforzare gli strumenti di tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio in una chiave sostenibile e innovativa. La Direzione Generale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che Magani ora guiderà, rappresenta infatti uno degli snodi centrali dell’intero sistema dei beni culturali italiani. (@EtruscanTimes)


