Gianluca Tagliamonte e Audrey Bertrand rileggono la battaglia dell’Allia

ROMA, 21 MAGGIO 2026 – L’École française de Rome pubblica il nuovo fascicolo 137-2/2025 di Mélanges de l’École française de Rome. Antiquité, dedicato a Dies Alliensis. Realtà, ideologizzazione e memoria di una sconfitta romana, a cura di Gianluca Tagliamonte e Audrey Bertrand. Il dossier, pubblicato nella storica rivista dell’istituzione francese, affronta uno degli episodi più traumatici della memoria romana: la battaglia dell’Allia, nella valle del Tevere, a una ventina di chilometri da Roma, combattuta secondo la cronologia varroniana nel 390 a.C. contro i Galli, conclusa con una grave sconfitta dei Romani e seguita dall’assedio gallico della città.

Il fascicolo propone un bilancio storico e storiografico dell’evento, incrociando due prospettive complementari. La prima riguarda la realtà fattuale della battaglia, con attenzione alle questioni topografiche e archeologiche ancora discusse e alle forme di commemorazione della guerra presso le comunità antiche coinvolte. La seconda segue invece, su una durata molto più ampia, i processi di ideologizzazione, storicizzazione e trasmissione della “memoria culturale” legata all’Allia, non soltanto in Italia ma anche nella tradizione francese moderna e contemporanea.

Gianluca Tagliamonte e Antonella Natali

In questo quadro assume particolare rilievo il ruolo di Gianluca Tagliamonte, professore di Etruscologia all’Università del Salento, che firma la cura del dossier insieme ad Audrey Bertrand, direttrice degli studi per l’Antichità all’École française de Rome e specialista di storia romana repubblicana, con particolare attenzione ai processi di conquista, colonizzazione e trasformazione dei territori italiani sotto il dominio romano.

Tagliamonte partecipa anche con il contributo L’Allia, Roma e Praeneste, scritto con Antonella Natali e dedicato a una battaglia meno nota alla storiografia, combattuta ancora nei pressi dell’Allia ma dieci anni dopo, nel 380 a.C.. In quel caso i Romani non si scontrarono con i Galli, bensì con i Prenestini, riuscendo a vincere. Secondo l’interpretazione proposta, la scelta del luogo da parte dei Prenestini potrebbe essere stata legata alla speranza di fiaccare psicologicamente il nemico, proprio là dove Roma aveva subito, dieci anni prima, una schiacciante sconfitta.

La presenza di Tagliamonte al centro del fascicolo rafforza una linea di ricerca che guarda alla Roma arcaica e medio-repubblicana non come a un sistema isolato, ma come a un contesto in relazione costante con il mondo etrusco e italico, con le comunità del Lazio e con le dinamiche militari, politiche e culturali dell’Italia antica. La battaglia dell’Allia diventa così non solo un episodio della storia di Roma, ma un osservatorio sulle forme della memoria, sulle tensioni territoriali e sulla costruzione retrospettiva delle identità romana, gallica, etrusca e italica.

Audrey Bertrand

A questa prospettiva si collega il contributo di Bertrand, dedicato al modo in cui la storiografia francese ha affrontato la battaglia dell’Allia soprattutto tra XIX e XX secolo, con aperture verso il XVIII e il XXI secolo. L’analisi mostra come la questione metodologica — dalla critica delle fonti alla ricostruzione dell’evento nella sua portata storica — si intrecci con le letture dei Galli elaborate dagli storici nel contesto della costruzione della nazione francese, facendo del Dies Alliensis uno dei luoghi in cui risuonano discorsi intellettuali e politici sull’identità dei popoli. I progressi dell’archeologia e l’affermazione di approcci strutturalisti e antropologici hanno poi contribuito, nel Novecento, a restituire consistenza storica all’episodio, reinserendolo nelle dinamiche di popolamento e negli equilibri politici della penisola italiana all’inizio del IV secolo a.C. La battaglia dell’Allia diventa così non solo un episodio della storia di Roma, ma un osservatorio sulle forme della memoria, sulle tensioni territoriali e sulla costruzione retrospettiva delle identità romana, gallica, etrusca e italica.

Il fascicolo riunisce contributi che affrontano il tema da angolazioni diverse: Maurizio Giangiulio e Giorgia Proietti discutono campi di battaglia, memoria culturale e trauma; Lorenzo Quilici e Stefania Quilici Gigli propongono una lettura topografica del paesaggio antico, cercando di localizzare il luogo della battaglia dell’Allia a valle dei Crustumini montes; Thierry Lejars analizza l’armamento dei Celti d’Italia tra V e IV secolo a.C.; Raimon Graells i Fabregat e Gustau Garcia Jiménez studiano l’armamento romano del IV secolo a.C.; Giusto Traina interpreta la sconfitta dell’Allia come exemplum identitario negativo; Mauro Menichetti rilegge il tema dei Galli sul Campidoglio e dello Scudo di Enea. Il percorso si apre poi a una lunga fortuna dell’episodio, dai riflessi medievali analizzati da Lucinia Speciale agli sviluppi iconografici di età moderna studiati da Simona Ciofetta, fino agli usi politici della sconfitta nel dibattito storiografico del Settecento francese e napoletano esaminati da Giuseppina D’Antuono.

École française de Rome

La pubblicazione mostra come il Dies Alliensis sia divenuto, nel tempo, molto più di una data infausta del calendario romano. La sconfitta all’Allia, proprio perché percepita come ferita originaria, fu trasformata in racconto, ammonimento, strumento politico e modello negativo attraverso cui Roma poté ridefinire se stessa.

La memoria della disfatta agì come dispositivo culturale: servì a spiegare la vulnerabilità della città, a costruire esempi di riscatto, a ordinare il rapporto con il nemico gallico e a dare forma a una narrazione della resistenza romana.

Il fascicolo conferma anche la centralità dei Mélanges de l’École française de Rome. Antiquité come luogo di confronto internazionale sugli studi dell’antichità mediterranea. Sotto la direzione di Anne Morin, l’École française de Rome continua a sostenere una politica scientifica capace di collegare archeologia, storia, filologia, topografia e storia della ricezione, offrendo agli studiosi strumenti di lavoro che uniscono rigore specialistico e ampiezza comparativa. (@EtruscanTimes)

Redazione
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