ROMA, 9 GIUGNO 2026 — Dal cantiere archeologico al laboratorio di restauro, dal deposito normalmente chiuso al pubblico alla conferenza scientifica, le Giornate Europee dell’Archeologia 2026 (GEA 2026) si presentano quest’anno come una grande occasione per raccontare non soltanto ciò che l’archeologia scopre, ma soprattutto ciò che l’archeologia fa. Dal 12 al 14 giugno, in tutta Europa, l’iniziativa promossa dall’Institut National de Recherches Archéologiques Préventives con il patrocinio del Consiglio d’Europa coinvolgerà musei, soprintendenze, parchi archeologici e istituti di ricerca.
In Italia il coordinamento del Ministero della Cultura mette al centro il tema Archeologia in corso, con oltre cento aperture straordinarie gratuite o a ingresso facilitato, più di trenta cantieri archeologici visitabili, incontri con archeologi e ricercatori, laboratori, conferenze e percorsi nel “dietro le quinte” della tutela.
L’archeologia come democrazia della conoscenza

La presentazione nazionale delle GEA 2026 si è svolta al Ministero della Cultura con gli interventi di Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la Tutela del patrimonio culturale, Fabrizio Magani, Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio, e Mirella Serlorenzi, Direttrice dell’Istituto Centrale per l’Archeologia. Le loro dichiarazioni definiscono il senso politico e culturale dell’edizione 2026: aprire l’archeologia al pubblico non come semplice divulgazione, ma come restituzione di un patrimonio comune.
Per La Rocca, le Giornate sono l’occasione per mettere a confronto tutela, ricerca e comunicazione nei diversi Paesi europei, ricordando che nell’archeologia ricerca scientifica, conservazione e valorizzazione formano una filiera inscindibile. L’apertura di cantieri, depositi e laboratori diventa così una scelta culturale, capace di avvicinare cittadini e professionisti che lavorano ogni giorno alla salvaguardia delle radici storiche.
Magani ha insistito su un punto decisivo: il patrimonio archeologico è pubblico per definizione. Aprire i luoghi della ricerca e della tutela significa ridurre la distanza percepita tra gli addetti ai lavori e la società. Per questo, ha definito l’apertura dei cantieri e dei depositi «un atto di democrazia», sottolineando il ruolo quotidiano delle Soprintendenze, spesso invisibile ma essenziale.
Serlorenzi ha invece descritto le GEA come una festa dell’archeologia che attraversa l’Italia e l’Europa. Il Complesso monumentale del San Michele a Roma diventerà, il 12 e il 13 giugno, uno spazio di dibattito, laboratori, archivi e confronto con il pubblico.
San Michele: il cuore nazionale delle GEA
Il 12 giugno il Complesso monumentale del San Michele ospiterà il kick-off nazionale, con le Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio collegate in videoconferenza. L’obiettivo è raccontare l’archeologia nel momento in cui accade: scavi in corso, aree normalmente interdette, laboratori di restauro, archivi, depositi e luoghi della documentazione.
Sempre al San Michele si terrà Archeologia in corso – Democrazia e dialogo, organizzato dall’Istituto Centrale per l’Archeologia il 12 e 13 giugno. Il programma prevede tavole rotonde aperte al pubblico, accesso ai laboratori in collaborazione con gli Istituti Centrali per il Restauro e per il Catalogo e la Documentazione, una dimostrazione del Geoportale Nazionale per l’Archeologia, la presentazione delle principali scoperte 2025–2026, estratti del documentario di Rai Cultura sul San Michele, interventi musicali e una chiusura conviviale nel Cortile degli Aranci.
L’edizione 2026 assume anche un rilievo internazionale particolare: per la prima volta Roma ha ospitato, il 25 e 26 marzo al Museo Ninfeo, il Forum europeo degli organizzatori delle GEA, con delegati di oltre trenta Paesi impegnati a definire strategie comuni.
Firenze: il Museo Archeologico Nazionale tra Egitto e nuove narrazioni

Sabato 13 giugno il Museo Archeologico Nazionale di Firenze aderirà alle GEA con un’apertura straordinaria a orario continuato, dalle 8:30 alle 18:00, con ultimo ingresso alle 17:15. Le visite guidate tematiche saranno affidate agli archeologi del museo e agli operatori dei Servizi Educativi.
Alle 10:00 e alle 12:00 si terrà L’archeologia dell’antico Egitto nel cuore di Firenze, un percorso dedicato ai capolavori e ai reperti più significativi del Museo Egizio fiorentino. Alle 14:30 e alle 16:30 sarà invece la volta di Collezioni antiche, sguardi contemporanei, itinerario curato con i funzionari archeologi Sabatini e Aversa, dedicato al dialogo tra passato e presente, al collezionismo, agli allestimenti e alle nuove forme di racconto museale. La prenotazione è consigliata scrivendo a man-fi@cultura.gov.it.
Maremma: cantieri, visite serali e Roselle in gioco
I Parchi archeologici della Maremma anticipano le GEA già giovedì 11 giugno con Aspettando le Giornate europee dell’archeologia… Cantieri aperti al pubblico al Parco archeologico di Cosa. Il pubblico potrà accedere eccezionalmente ai cantieri di manutenzione e restauro del Parco archeologico di Cosa dalle 9:45 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 15:30.
Venerdì 12 giugno il Parco archeologico di Roselle proporrà l’apertura straordinaria serale nell’ambito dei Venerdì dell’Archeologia, con due visite accompagnate alle 19:30 e alle 21:00, comprese nel biglietto d’ingresso. Nella stessa giornata, al Parco archeologico di Vetulonia, la Tomba della Pietrera sarà aperta gratuitamente dalle 18:00 alle 21:00.
Sabato 13 giugno, ancora a Roselle, sarà presentato il progetto PRIN GreatT, Roselle: trasformazioni urbane e territoriali attraverso i millenni. Interverranno Leonardo Bochicchio, Giorgio Pocobelli, Stefano Campana e Davide Susini, con visita accompagnata alle 10:00 e incontro alle 11:00 presso l’Info Point. Domenica 14 giugno, alle 16:00, il laboratorio didattico Rusellae – Echi dal sottosuolo permetterà di sperimentare un nuovo gioco da tavolo dedicato alla ricerca archeologica.
Villa Giulia: restauri, depositi e archeologia pop
Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia diretto da Luana Toniolo partecipa con attività rivolte a pubblici diversi. Venerdì 12 giugno, alle 11:00, Miriam Lamonaca guiderà Dentro il cantiere: i restauri di Villa Giulia, visita dedicata al recente restauro degli stucchi, dei marmi e delle decorazioni parietali del cortile centrale e del Ninfeo. I visitatori potranno osservare anche i restauratori impegnati nelle ultime operazioni di rifinitura.
Sabato 13 giugno, alle 11:00, Luca Mazzocco accompagnerà il pubblico in Dietro le quinte del Museo: visita ai depositi, apertura eccezionale riservata a un massimo di dieci persone. Dal 12 al 14 giugno, nella Sala 35, i Servizi Educativi e Accessibilità proporranno Etruschi POP, attività didattica senza prenotazione dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, con la realizzazione di magneti ispirati a eroi, personaggi mitologici e divinità.
Sempre a Villa Giulia, venerdì 12 giugno alle 16:00, il ciclo Chi (Ri)cerca Trova ospiterà Simone Grosso con un incontro sulle necropoli più antiche di Cerveteri. Al centro sarà la necropoli di Cava della Pozzolana, scavata da Raniero Mengarelli e composta da quasi 450 tombe, oggi riletta attraverso documentazione archivistica, analisi antropologiche e studio dei corredi.
Forte Sangallo: Laura Maria Michetti e il futuro degli Etruschi

Un ruolo di particolare rilievo spetta all’incontro di venerdì 12 giugno, alle 17:00, presso il Museo archeologico nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana. Nell’ambito del ciclo Raccontare l’archeologia nella Tuscia, Laura Maria Michetti, professoressa ordinaria di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia alla Sapienza Università di Roma, terrà la conferenza Comunicare l’antico, comunicare il futuro degli Etruschi. L’esperienza di Pyrgi, “Grande Scavo” della Sapienza Università di Roma.
L’appuntamento prende avvio da Pyrgi, porto e santuario marittimo dell’antica Cerveteri, uno dei più importanti “Grandi Scavi” dell’Ateneo romano. Qui la ricerca archeologica ha portato alla luce aspetti fondamentali della storia, della religione e dei rapporti culturali degli Etruschi, una civiltà priva di fonti letterarie autoctone. Michetti proporrà una riflessione sul valore della comunicazione come parte integrante del lavoro sul campo: raccontare lo scavo significa condividere i risultati scientifici, ma anche trasformare il passato in una risorsa per comprendere il presente e immaginare il futuro.
Come ha ricordato Elisabetta Scungio, direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, raccontare l’archeologia significa rendere la ricerca accessibile e condivisa, trasformando il patrimonio in occasione di dialogo tra studiosi, istituzioni e cittadini. È questa, in fondo, la chiave delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026: mostrare che il passato non è immobile, ma continua a essere prodotto, studiato, restaurato, discusso e restituito alla collettività attraverso il lavoro quotidiano di chi lo custodisce. (@EtruscanTimes)

