ROMA, 3 GENNAIO 2026 – È appena uscito Gli uccelli nella pittura funeraria tarquiniese, il nuovo libro di Cristiana Zaccagnino, dedicato allo studio del simbolismo degli uccelli nelle tombe dipinte di Tarquinia. Edito da Dario Cimorelli Editore, il volume analizza il ruolo delle raffigurazioni aviarie nella pittura funeraria etrusca, offrendo una lettura innovativa delle credenze religiose e delle pratiche simboliche del mondo etrusco antico.

Il libro è il frutto della collaborazione con il PACT, il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia diretto da Vincenzo Belleli, ed è la terza pubblicazione della collana editoriale del Parco. Cristiana Zaccagnino, l’autrice, è professoressa ordinaria alla Queen’s University (Kingston, Canada) e ha al suo attivo vari volumi, tra cui Arretium (Arezzo), curato assieme a presentato l’anno scorso all’Accademia svedese di studi classici di Roma.
La Zaccagnino ha anche pubblicato nel 1998
Il nuovo libro si basa sull’analisi di un gruppo selezionato di immagini tratte da tombe tarquiniesi di epoca arcaica e classica, dove i volatili non sono meri ornamenti, ma elementi carichi di significato. L’autrice tenta, laddove possibile, di identificare le specie rappresentate, esaminando le loro abitudini naturali e intrecciandole con le valenze simboliche e religiose che esse avevano per gli Etruschi.

La pittura funeraria etrusca di Tarquinia è universalmente riconosciuta come uno dei patrimoni culturali più significativi del Mediterraneo antico. Le tombe custodiscono una “pinacoteca sotterranea” di straordinaria ricchezza iconografica, in cui scene di vita, banchetti, danze, figure mitiche e motivi naturalistici dialogano con la visione religiosa degli Etruschi. In questo contesto Zaccagnino propone una lettura innovativa focalizzata proprio sugli uccelli: creature poste tra cielo e terra, simboli di transizione, messaggere tra il mondo umano e quello divino.
Se per l’ambito greco e romano esistono già studi di ampio respiro dedicati all’avifauna, mancava finora un’indagine sistematica per il contesto etrusco, nel quale gli uccelli sono frequentemente connessi alle pratiche divinatorie. Partendo dall’esame di un insieme mirato di immagini provenienti dalle tombe dipinte di Tarquinia, databili all’età arcaica e classica, l’autrice cerca di riconoscere le specie raffigurate, ne analizza i comportamenti e le caratteristiche naturali e ne interpreta i significati simbolici, religiosi e culturali.
L’approccio dell’autrice unisce conoscenze zoologiche, archeologiche e storico-simboliche, offrendo al lettore – sia lo specialista, che il semplicesia appassionato – una chiave di lettura nuova per comprendere l’universo spirituale degli Etruschi. Le illustrazioni e la selezione delle tombe analizzate guidano il lettore in un viaggio visivo che svela una dimensione ancora poco esplorata dell’arte etrusca. (@EtruscanTimes)

