GONFIENTI (PO), 19 SETTEMBRE 2025 – Diretta da Luca Cappuccini, professore di Etruscologia all’università di Firenze, la quinta campagna di scavo nella città etrusca di Gonfienti (Prato) si concentra in questi giorni su un grande edificio residenziale di età tardo-arcaica, organizzato secondo il modello delle case ad atrio etrusco-italiche.

Le nuove indagini stanno ricostruendo le fasi edilizie e di utilizzo di questo complesso e dell’intero quartiere, aprendo nuove prospettive sulla vita urbana di Gonfienti. «Ogni muro, ogni pavimento ci parla di una fase diversa – spiega Cappuccini –. Comprendere queste residenze significa ricostruire il funzionamento della città e il dinamismo della società etrusca settentrionale».
La città e la sua storia
Gonfienti è una delle scoperte più importanti dell’archeologia etrusca degli ultimi decenni. Situata lungo la valle del Bisenzio, alla fine degli anni Novanta ha restituito i resti di una città pianificata su circa 18-20 ettari, con quartieri distinti, reticolo stradale e opere idrauliche imponenti. Fondata nella seconda metà del VI secolo a.C. in posizione strategica, allo sbocco meridionale della direttrice transappenninica verso la pianura padana, la città conobbe una fase di grande prosperità.
I reperti – come le ceramiche attiche, tra cui una celebre kylix attribuita a Douris – testimoniano intensi scambi con il mondo greco e tirrenico. Gonfienti, come Kainua (Marzabotto), si inseriva in un sistema urbano che legava l’Etruria propria a quella padana. A partire dagli ultimi decenni del V secolo a.C., tuttavia, la città fu progressivamente abbandonata, probabilmente a causa della mancanza di difese e delle pressioni provenienti dal nord.
La ricerca oggi

Le indagini universitarie, condotte in collaborazione con la Soprintendenza e con la direzione scientifica di Arianna Vernillo, stanno facendo emergere una residenza di oltre 400 mq a ovest del cosiddetto edificio 1, la “domus” i cui reperti sono ora conservati al Museo Archeologico di Gonfienti a Campi Bisenzio. L’impianto, con atrio centrale, rivela le connessioni tra architettura domestica e dinamiche sociali.
I risultati preliminari saranno presentati giovedì 25 settembre al Museo di Gonfienti. Intanto il Comune di Prato ha organizzato visite guidate all’area archeologica, per avvicinare cittadini e visitatori alla storia della città.
Per Cappuccini, Gonfienti non è solo un cantiere di ricerca, ma un laboratorio condiviso: «Qui si formano giovani archeologi e si costruisce un dialogo con il territorio. Scavare Gonfienti significa riscoprire un capitolo decisivo della storia etrusca e restituirlo alla comunità». (@EtruscanTimes)


