Gran Carro di Bolsena: “Si ricomincia da dove abbiamo lasciato”

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BOLSENA, 7 LUGLIO 2025 – Riapre la campagna archeologica nel sito del Gran Carro di Bolsena, sotto la direzione del Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale. La campagna 2025 si concentrerà principalmente su due obiettivi: 1) la prosecuzione delle indagini nell’area dell’abitato palafitticolo già aperta nel 2023; 2) la ripresa delle ricerche nell’area cultuale nota come Aiola.

Le attività verranno svolte in stretta collaborazione con C.S.R. Restauro Beni Culturali e con il supporto tecnico degli archeologi subacquei specializzati de L’ANFORA SRL -Archeologia Mare Ambiente. 

Il Gran Carro si trova sulla sponda orientale del Lago di Bolsena (VT), circa sette chilometri a sud dell’attuale abitato. L’area, storicamente strategica, è prossima ai siti villanoviani ed etruschi dei colli della Capriola e della Civita, lungo una costa che in antico offriva accesso privilegiato al territorio, protetta naturalmente dalla catena dei Monti Volsini.

Il villaggio, costruito su palafitte, sorgeva originariamente sulle rive del lago, quando il livello delle acque era circa 7,90 metri più basso rispetto a oggi (296,50 m s.l.m. contro i 304,40 m attuali). Il progressivo innalzamento delle acque del Lago di Bolsena – il più grande invaso vulcanico d’Europa – ha causato la sommersione e l’abbandono del sito.

Scoperto nel 1959, il Gran Carro è oggi considerato uno dei siti protostorici meglio conservati dell’Italia centrale. Le indagini del 2020 hanno permesso di estendere l’area documentata, che ora supera 1,5 ettari, retrodatando la frequentazione del sito all’inizio della Media Età del Bronzo (XV sec. a.C.), fino alla seconda fase della prima Età del Ferro (VIII sec. a.C.).

Subito a nord-ovest del villaggio si trova l’Aiola, un complesso monumentale di forma ellittica realizzato con pietrame informe, senza leganti. La struttura, databile a partire dal V sec. a.C., sorge in un’area da cui ancora oggi emergono sorgenti termali e gassose, con temperature tra i 30 e i 40 °C. Gli scavi stratigrafici hanno permesso di interpretare l’Aiola come un luogo di culto. La presenza di sorgenti termali potrebbe aver motivato la scelta di questo spazio – all’epoca ancora emerso – come area sacra, probabilmente dedicata a divinità ctonie. L’uso continuativo dell’Aiola come spazio rituale è testimoniato dal rinvenimento di abbondanti resti cerimoniali: pietre utilizzate per coprire fuochi sacri, cibo e cereali, vasi (a dimensione reale e miniaturizzati), oggetti metallici (anelli, fibule, spilloni) e perle di vetro. 

Le aperture straordinarie al pubblico

Nel sito del Gran Carro sono previste visite guidate di immersione o snorkeling, nelle giornate di domenica 13 e 27 luglio, dalle ore 9.00 alle 13.00, in diurna.
In notturna, nella giornata di domenica 20 luglio; dalle ore 19.00 alle 22.00.
Per informazioni e prenotazioni: sabap-vt-em.subacquea@cultura.gov.it

E’ possibile seguire in diretta la Campagna di scavo del Gran Carro di Bolsena 2025 dal canale ufficiale youtube della missione archeologica  @SABAP-VT-EM

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