Il cofanetto in avorio di Belmonte Piceno in mostra al Museo delle Marche

ANCONA, 22 SETTEMBRE 2025 – Uno dei reperti più straordinari mai trovati in epoca arcaica nel mondo etrusco-italico, il cofanetto in ambra e avorio di Belmonte Piceno che raffigura miti greci in stile etrusco, sara’ esposto al Museo Archeologico Nazionale (Man) delle Marche di Ancona dal 27 settembre al 6 gennaio 2026.

Creato 26 secoli fa, il cofanetto non era mai stato esposto prima al pubblico. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra la Soprintendenza Archeologica per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e la Direzione regionale dei Musei nazionali delle Marche, intende celebrare le Giornate Europee del Patrimonio, offrendo non solo ai cittadini, ma anche alla comunità scientifica nazionale e internazionale l’opportunità di osservare questo straordinario reperto per ricerche e approfondimenti. L’evento offrirà l’occasione per vedere riunite le altre preziose ambre figurate da Belmonte Piceno, in parte già esposte al Man delle Marche e al Museo Archeologico Nazionale di Ascoli Piceno.

La scoperta del cofanetto risale al 2018, quando grazie a finanziamenti del Comune di Belmonte Piceno (Fermo) e della Regione Marche furono ripresi gli scavi dell’omonima necropoli picena scoperta nel 1910, dove l’archeologo Innocenzo Dall’Osso trovò alcune tra le più importanti sepolture preromane delle Marche che portarono alla ribalta internazionale il Museo Archeologico Nazionale e la Civiltà Picena.

All’epoca la sepoltura era già stata individuata, ma come spesso accadeva, i vasi di grandi dimensioni spesso lesionati venivano lasciati sul posto. Proprio alle spalle di un grande vaso in terracotta era celato il cofanetto d’avorio che, dopo essere stato recuperato con il suo blocco di terreno, è stato portato nei laboratori della ditta Coo.be.c di Spoleto (Perugia) per procedere a un meticoloso microscavo e al restauro. Ne è emerso un piccolo capolavoro costituito da un coperchio con quattro sfingi incise e traforate con visi e ali d’ambra, posto su un contenitore realizzato con lastrine di avorio intagliato e inciso, sulle quali sono inserite due fasce, per un totale di 18 figure in ambra, ricchissime di dettagli in modo da poter essere viste, in origine, attraverso la trasparenza dell’ambra.

Sul cofanetto e’ uscita di recente una monografia in tedesco con sintesi in italiano per i tipi  della casa editrice Philipp von Zabern, Herder/WBG. Secondo gli addetti ai lavori, il cofanetto fu realizzato da un artigiano che lavorò a Chiusi, Cortona e forse proprio a Belmonte Piceno tra il 560 e il 540 a.C., dando vita a un nuovo stile artistico che combina elementi greci, etruschi e italici. Le immagini della fascia in alto raccontano scene di vita di personaggi regali o di dei, con probabili riferimenti ad una cerimonia nuziale, mentre quelli della fascia in basso rinviano ad antichi miti e racconti epici: Perseo e Medusa, Aiace che trasporta la salma di Achille, Cassandra ai piedi della statua di Atena con re Priamo e Aiace alle sue spalle. Tutte scene dal finale tragico che sembrano ricordare la caducità della vita. (@EtruscanTimes)

 

 

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