Il commento di Sassatelli: “Un evento straordinario che riaccende l’interesse per la cultura etrusca”

“L’acquisto della Tomba François (dal nome dello scopritore Alessandro François) da parte dello Stato, e in particolare del Museo di Villa Giulia dove sarà esposta, è un evento davvero straordinario che fa onore al nostro paese per tante ragioni.

La prima è che un monumento di grande valore e di grande complessità storica da privato diventa pubblico per cui è a disposizione degli i studiosi e dei cittadini. Per dare la giusta importanza a questo primo dato basta ricordare che il grande archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale  (1947) quando era Direttore Generale della Antichità e Belle Arti per potere accedere e vedere la collezione Torlonia, e quindi anche la Tomba Francois, pensò di travestirsi da spazzino comunale per passare inosservato e superare gli ostacoli che la famiglia poneva sulle visite.

La seconda ragione è che si tratta di una tomba etrusca dipinta e come tutte le altre tombe dipinte, in particolare quelle di Tarquinia, ma anche di Vulci, Cerveteri e Chiusi sono un patrimonio di straordinario valore culturale e artistico relativamente a tutta la pittura antica anche a fronte del completo naufragio della pittura greca (della quale possediamo solo le descrizioni di Pausania, la prima guida della Grecia antica). E non è un caso che la pittura etrusca che sicuramente aveva legami artistici con la pittura greca ci serva anche a capire caratteristiche e peculiarità della stessa pittura greca.

La terza ragione deriva dalla complessità del racconto che si snodava sulle pareti della tomba Francois caratterizzata da una sequenza di vani particolarmente solenne e complessa.  Sotto questo aspetto la tomba si segnala per una sostanziale diversità rispetto a tutte le altre tombe dipinte dell’Etruria di norma legate a episodi connessi con l’ideologia funeraria (banchetto, giochi e aldilà). Qui il racconto è storico con una articolazione su tre livelli lontani nel tempo ma profondamente intrecciati. Il primo livello riguarda la storia contemporanea alla costruzione della tomba (metà del IV secolo) ed evoca un conflitto tra città etrusche sotto la guida del titolare della Tomba Vel Saties rappresentato come vincitore.

Questo conflitto si riallaccia ad un altro, di oltre 200 anni prima che vide in azione diverse città etrusche di cui sono raffigurati i diversi condottieri, conflitto che si intreccia con la storia di Roma perchè tra i protagonisti c’è anche un certo Macstarna che sappiamo essere Servio Tullio, uno dei tre re etruschi di Roma (prima si chiamava Macstarna, nome etrusco, e poi Servio Tullio nome latino). Ma questo conflitto storico e reale si intreccia a sua volta col mito e con un episodio della guerra di Troia quando Achille sacrifica i prigionieri troiani sulla tomba di Patroclo, suo giovane amico, ucciso da Ettore.

E’ evidente che questa proiezione nel mito va colta nel suo intento celebrativo da parte del fondatore della tomba che intende riallacciarsi e quasi identificarsi con i grandi eroi del mito e della grecità. Mi pare che quanto a complessità e intrecci la Tomba François sia davvero straordinaria ed è importante che questa straordinarietà e complessità possa ora essere liberamente apprezzata in un museo pubblico da studiosi e cittadini colti e interessati.

Ma c’è una ulteriore ragione che rende particolarmente importante questa acquisizione. Essa infatti contribuirà in modo insolito ed efficace a risvegliare e incrementare l’interesse per gli Etruschi e la loro civiltà non solo da parte degli studiosi ma anche da parte dei cittadini. Lo dico da Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, un istituto nato 100 anni con il compito di “sostenere e coordinare” gli studi sulla civiltà degli Etruschi con una particolare attenzione anche alla sua valorizzazione. Credo che l’acquisto della Tomba François sarà di grande aiuto allo stesso Istituto di Studi Etruschi in questa doppia missione della ricerca e della valorizzazione.

 

La sede a Firenze dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici

L’anno prossimo l’Istituto, fondato nel 1927, celebrerà il suo primo centenario. Mi piace considerare l’acquisizione della Tomba Francois e la sua esposizione a Villa Giulia una sorta di bella e straordinaria (oltre che inaspettata e impensabile fino a ieri) anticipazione delle celebrazioni che faremo l’anno prossimo e negli anni a seguire: un grande Convegno internazionale a Firenze nel 2027, un altro convegno a Parigi nel 2028 sull’interesse internazionale per gli Etruschi, e altri convegni “minori”, oltre a mostre e altro ancora.”

* Giuseppe Sassatelli è Professore Emerito di Etruscologia e Archeologia Italica, Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna (Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Sezione di Archeologia), oltre che Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici
Giuseppe Sassatelli*
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