Il Met restituisce all’Italia orecchini etruschi d’oro e due coppe pompeiane in argento

NEW YORK, 23 MARZO 2026 – Due orecchini etruschi in oro, due coppe pompeiane in argento, due kylix in terracotta e tre rilievi funerari in marmo sono i reperti archeologici del Metropolitan Museum (Met) restituiti oggi all’Italia in una simbolica cerimonia presso la Procura di Manhattan a New York.

Gli oggetti sono stati recuperati nell’ambito di diverse indagini su reti di traffico illecito di antichità e sarebbero stati precedentemente sottratti all’Italia e trafficati da Frieda Tchacos, nonché da diversi trafficanti già condannati, tra cui Giovanni Franco Becchina e Fritz e Harry Burki.

“Ringrazio i nostri procuratori, analisti e investigatori per il lavoro svolto nel restituire queste antichità rubate”, ha dichiarato il procuratore Alvin Bragg. “Sono grato alle autorità italiane per la loro continua collaborazione e partnership, che continua a produrre risultati significativi nella lotta per rimediare ai danni causati dalle reti di traffico illecito.” Le indagini sono state condotte da Matthew Bogdanos, capo dell’Antiquities Trafficking Unit e Senior Trial Counsel, e dall’assistente procuratore Jacqueline Studley; dagli analisti investigativi Giuditta Giardini e Michael Chapin; dall’investigatore dell’ufficio del procuratore John Paul Labbat; e dall’agente speciale Robert Mancene del Dipartimento di Homeland Security Investigations.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in visita istituzionale negli Stati Uniti, è intervenuto all’evento durante il quale sono stati restituiti un totale di diciassette beni culturali provenienti da scavi clandestini, esportazioni illecite e furti avvenuti negli ultimi decenni in Italia.

“Dal 2021 ad oggi, gli Stati Uniti hanno restituito all’Italia oltre 900 opere d’arte e beni archeologici. Una buona parte di esse sono rientrate da New York grazie all’attività investigativa svolta dall’Ufficio del Procuratore di Manhattan in collaborazione con i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. La cerimonia di oggi, grazie alla quale vengono restituiti al patrimonio italiano diciassette preziose testimonianze di valore artistico e storico di varie epoche e contesti culturali, ne è una testimonianza concreta”, ha dichiarato il ministro.

La cerimonia si inserisce nel contesto della proficua e duratura cooperazione italo-statunitense nella lotta al traffico illecito dei beni culturali. “Lo scorso 5 dicembre scorso, ho avuto il piacere di rinnovare per cinque anni con la mia amica Sarah Rogers, Under-Secretary of State per la Diplomazia Pubblica del Dipartimento di Stato USA, il Memorandum di Intesa tra Italia e USA sull’imposizione di limitazioni all’importazione di materiale archeologico dall’Italia. Uno strumento essenziale per la tutela del patrimonio culturale, per il contrasto al crimine organizzato transnazionale e per lo sviluppo di un sano mercato dell’arte”, ha aggiunto Giuli.

Fra i beni restituiti all’ Italia dalla Procura Distrettuale di Manhattan ci sono anche sei volumi antichi a stampa in caratteri cinesi della “collezione Japonica-Sinica” (XVI-XVII secolo), di proprietà dell’Archivio Romano della Compagnia di Gesù (ARSI); una lettera scritta e firmata da un segretario per Alfonso I d’Este, duca di Ferrara, a Lodovico Ariosto, localizzata presso la Morgan Library di New York e il volume antico “Nachlath Ya’akov” risalente al 1622, appartenente al Collegio Rabbinico Italiano, rubato dalle truppe naziste nell’ottobre 1943.

All’evento, insieme al Ministro, erano presenti per la Procura di Manhattan il Capo dell’Unità contro il traffico illecito di beni culturali, Matthew Bogdanos, e il Capo della Divisione Processuale, Lisa Del Pizzo; oltre all’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli; e il Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Gen. B. Antonio Petti. (@EtruscanTimes)

Redazione
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