Il Museo Claudio Faina di Orvieto: un 2024 da record

ORVIETO, 28 MAGGIO – Il Ministero della Cultura ha recentemente diffuso i dati ufficiali relativi all’affluenza nei musei e nelle aree archeologiche statali per il 2024. Il Museo Claudio Faina di Orvieto è risultato tra i primi musei archeologici dell’Umbria, con 22.438 visitatori nell’arco dell’anno, di cui solo 933 non paganti. Un dato che conferma l’importanza dell’istituzione nel panorama culturale della regione e che, nei primi mesi del 2025, continua a crescere in modo significativo.

Giuseppe Della Fina

Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e tutto il personale della Fondazione per il Museo “Claudio Faina” hanno voluto condividere pubblicamente il traguardo, sottolineandone il ruolo nella città di Orvieto. Alla guida scientifica del museo è Giuseppe M. Della Fina, etruscologo, autore di numerosi volumi e collaboratore di riviste specializzate come Archeo e il Giornale dell’Arte, oltre che direttore della rivista Archaeologiae. Research by Foreign Missions in Italy.

La Collezione Faina ha origini antiche: fu avviata nel 1864 dai conti Mauro ed Eugenio Faina, con un nucleo iniziale di 34 vasi donati dalla principessa Maria Bonaparte in Valentini, figlia di Luciano Bonaparte e nipote di Napoleone. Dopo la morte di Mauro, la raccolta fu portata avanti da Claudio e poi da Eugenio, che la trasferì da Perugia a Orvieto e ne indirizzò lo sviluppo verso i reperti provenienti dagli scavi locali, abbandonando gli acquisti sul mercato antiquario. Già nel 1888, con la pubblicazione del primo catalogo a stampa a cura di Domenico Cardella, la collezione acquisiva un riconoscimento scientifico ufficiale. Eugenio Faina si fece inoltre promotore della nascita di un Museo Civico Archeologico nella città.

Oggi il Museo, ospitato nello storico Palazzo Faina, conserva e espone una raccolta di grande rilievo, con numerosi vasi attici a figure nere e rosse. Tra i capolavori spiccano due anfore attribuite a Exekias, tra i massimi ceramografi dell’Atene del VI secolo a.C., che raffigurano il mito di Eracle, simbolo della forza e dell’ingegno umano. (@EtruscanTimes)

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