FIRENZE, 9 GENNAIO 2026 – Dal rifacimento delle sale delle sculture etrusche, dove troveranno sede definitiva capolavori dell’arte etrusca come l’Arringatore e la Testa Lorenzini, alla riapertura del Museo Topografico dell’Etruria devastato dall’ alluvione del 1966. Sono queste – dopo il riallestimento scenografico della Chimera d’Arezzo – alcune delle novita’ che il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ha in serbo per i visitatori nel corso del 2026. Le iniziative sono state illustrate dal direttore Daniele Federico Maras al magazine online archeologiavocidalpassato.com.
Il 2026 è un anno particolare per il MAF: sara’ l’anno della riapertura completa, al termine di un processo di rinnovamento delle sale e delle sezioni delle collezioni, ma anche e’ anche quello del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze che il 4 novembre 1966 mise in ginocchio la citta’, investendo anche l’esposizione permanente del museo e il particolare la sua sezione topografica.
I danni dell’alluvione del 1966
Le acque dell’Arno allagarono il Museo Topografico dell’Etruria arrivando in qualche sala a oltre due metri di altezza e lasciando una coltre di fango oleoso su gran parte di ciò che avevano sommerso: moltissimi i danni, non solo per la quantità di oggetti danneggiati, ma anche per la distruzione dell’ordine in cui erano esposti e conservati e per la cancellazione di gran parte degli elementi di identificazione diretta. Il Museo topografico era stato voluto voluto alla fine dell’800 dal neo-direttore Luigi Adriano Milani acquistando materiali provenienti dalle diverse città etrusche con l’intenzione di offrire al pianterreno del seicentesco palazzo della Crocetta un panorama significativo delle loro specificità sul piano delle arti figurative e delle manifestazioni culturali.
Mentre per le antiche collezioni Milani scelse di mantenere il criterio espositivo tipologico già utilizzato da Gian Francesco Gamurrini per il Museo di via Faenza, per i reperti provenienti dai nuovi scavi in Etruria fu seguito un criterio topografico. Le diciassette sale del Museo Topografico furono inaugurate nel 1897, mentre il giardino fu aperto al pubblico nel 1902, con la ricostruzione di alcune tombe (in parte con materiali orginali e in parte copie) del territorio, allo scopo di per documentare i principali tipi architettonici usati dagli Etruschi. L’obiettivo di Milani era di presentare in questa sede tutta l’Etruria e far sì che il visitatore arrivato a Firenze avesse un’idea di dove altro andare a vedere nel resto delle regioni italiane la civiltà degli Etruschi, ha detto Maras al magazine: “Sessant’anni dopo, nel novembre 2026, abbiamo l’impegno di riaprirlo per il pubblico, per riportare il museo Topografico dell’Etruria in una nuova veste rinnovata a essere ancora una volta un viaggio nel tempo e nello spazio con cui i visitatori potranno avere la percezione della civiltà etrusca e sentirsi tutt’uno con la storia”, ha aggiunto il Direttore del MAF.
La Chimera solo l’inizio
La sala della Chimera inaugurata il 19 novembre 2025 e’ stato il primo risultato di una grande fase di trasformazioni che vedrà nel corso del 2026 una serie di riaperture: le vicine sale delle sculture etrusche sono in corso di sistemazione con lo stesso finanziamento internazionale e metteranno a confronto il collezionismo di Stato all’indomani dell’Unità d’Italia nell’800 con il collezionismo di Stato oggi grazie a nuove vetrine e nuovi elementi tecnologici. L’impegno di Maras e’ di riportare visitatori nelle sale dell’Archeologico: “È difficile competere, a Firenze, con musei come gli Uffizi, ma su dieci milioni di visitatori che ogni anno arrivano in città vorremmo che almeno centomila scegliessero anche il Museo Archeologico”, aveva detto il direttore in occasione del taglio del nastro della nuova sala della Chimera. (@EtruscanTimes)


