Il paradosso fiscale degli Affreschi Torlonia: milioni agli eredi e quasi zero imposte per lo Stato

NEW YORK, 29 MAGGIO 2026 — L’acquisizione pubblica degli Affreschi della Tomba François di Vulci riapre una questione che non riguarda soltanto la tutela di uno dei massimi capolavori della pittura etrusca, ma anche il modo in cui il Fisco tratta le grandi eredità artistiche. I 21 eredi Torlonia riceveranno 15 milioni milioni di euro per i 37 pannelli, finora conservati a Villa Albani. Eppure, salvo casi particolari, potrebbero non pagare un euro di imposte sulla plusvalenza.

Residenze Torlonia a Villa Albani

Il punto è tecnico ma decisivo. In Italia la vendita di un’opera d’arte ricevuta in eredità, se effettuata da un privato e non da un mercante o da un soggetto che svolge attività commerciale abituale, non genera normalmente reddito imponibile. L’erede non viene tassato sul prezzo incassato, né sulla differenza tra il valore storico del bene e il corrispettivo di vendita. La cessione è considerata una dismissione patrimoniale, non un’operazione speculativa.

 

Il quartiere generale del IRS

Il quadro cambierebbe solo se qualcuno degli eredi fosse residente fiscalmente all’estero, perché in quel caso entrerebbero in gioco le regole del Paese di residenza. Negli Stati Uniti, per esempio, l’Internal Revenue Service (IRS) prevede che la vendita di beni ereditati venga dichiarata: la base fiscale viene in genere riallineata al valore di mercato alla data della successione, la cosiddetta “stepped-up basis”, e l’eventuale imposta colpisce l’aumento di valore successivo. Se un bene valeva 10 milioni al momento dell’eredità e viene venduto a 16, la plusvalenza tassabile sarebbe normalmente di 6 milioni.

La sede dell’Agenzia delle Entrate

In Italia, invece, l’unico margine reale per l’Agenzia delle Entrate, diretta da Vincenzo Carbone, sarebbe verificare il valore attribuito agli affreschi al momento della successione. Se fosse stato indicato un valore troppo basso – nel caso dei Torlonia, come dei venditori, ancora ignoti, del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio (pagato 30 milioni di euro) – l’amministrazione potrebbe contestare quella stima. Ma se la successione fosse stata correttamente definita, lo Stato, attraverso il Ministero della Cultura, pagherebbe per riportare nel patrimonio pubblico un capolavoro staccato dalla Tomba François nell’Ottocento, senza recuperare imposte significative dalla vendita. Un paradosso legale, non un’eccezione: in Italia il collezionista-erede resta quasi sempre fiscalmente invisibile. (@EtruscanTimes)

Redazione
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