VENEZIA, 7 MARZO 2026 — L’acqua come spazio sacro, luogo di contatto, confine e insieme via di comunicazione tra popoli dell’Italia antica: è questo il filo conduttore della mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari. Curata da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, e inaugurata il 5 marzo a Palazzo Ducale dal ministro della cultura Alessandro Giuli e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, la mostra proseguirà dall’ottobre 2026 alla Fondazione Luigi Rovati di Milano.
Ad accompagnare l’esposizione veneziana è un volume-catalogo di 262 pagine (€40), elegante e scientificamente solido, pubblicato da Johan & Levi, la casa editrice della Fondazione Rovati. Il libro raccoglie saggi di alcuni dei principali specialisti del mondo etrusco e venetico e costituisce uno dei contributi più articolati degli ultimi anni sul tema dei culti delle acque nell’Italia preromana.
“Questa mostra e il suo catalogo — ha spiegato durante l’inaugurazione Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati — nascono dall’idea di mettere in dialogo due mondi che per secoli si sono guardati e influenzati attraverso il mare e le vie d’acqua. Venezia è il luogo perfetto per raccontare questa storia, perché qui l’acqua è insieme paesaggio, memoria e identità”.
Il volume si apre con contributi istituzionali – del ministro della Cultura, del sindaco di Venezia e dei vertici delle istituzioni coinvolte – che introducono il progetto espositivo e il suo contesto culturale. Interventi talvolta forse un po’ prolissi, come spesso accade nei cataloghi ufficiali, ma che testimoniano il peso istituzionale e scientifico dell’iniziativa.
Il cuore scientifico del libro è rappresentato dal saggio introduttivo di Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici. Nel suo contributo, significativamente intitolato Acque sacre tra Etruschi e Veneti, lo studioso affronta il tema delle relazioni tra i due popoli nel quadro più ampio delle dinamiche culturali dell’Italia protostorica.
Secondo Sassatelli, il rapporto tra Etruschi e Veneti non può più essere interpretato in termini semplicistici di egemonia o contrapposizione culturale. “È ormai tempo — scrive — di adottare modelli interpretativi meno meccanici di quelli a cui di solito ricorriamo, fondati sull’idea di una contrapposizione tra chi esporta e impone dall’esterno i propri modelli culturali e chi li riceve passivamente”.
Il quadro che emerge dalle fonti e dall’archeologia è piuttosto quello di una rete complessa di contatti, scambi e adattamenti reciproci. Gli Etruschi, ricorda Sassatelli citando Tito Livio, si espansero verso nord “fino alle Alpi, excepto Venetorum angulo”, lasciando però uno spazio di autonomia culturale nel territorio dei Veneti. Un’eccezione che non esclude relazioni profonde e durature, soprattutto nelle aree di confine e lungo le rotte commerciali.
Il catalogo segue questa prospettiva attraverso una struttura tematica che mette al centro il ruolo dell’acqua come elemento religioso e sociale. Fiumi, sorgenti, lagune e porti diventano così luoghi privilegiati per osservare la formazione di paesaggi sacri condivisi.
“L’acqua per gli Etruschi assume un valore duplice — si legge nel testo introduttivo delle curatrici — risorsa materiale e al tempo stesso spazio del sacro, luogo di cura, di culto e di identità collettiva”. Una dimensione che trova numerose analogie nel mondo venetico, dove lagune e santuari costieri costituiscono nodi fondamentali della geografia religiosa.
Il volume è riccamente illustrato e caratterizzato da un progetto grafico raffinato, coerente con la tradizione editoriale della Fondazione Rovati. Carta di qualità, immagini ben riprodotte e un impianto tipografico sobrio rendono il catalogo non solo uno strumento scientifico ma anche un oggetto editoriale di pregio.
“Per noi — ha sottolineato ancora Forlanelli — era importante che il catalogo non fosse solo un accompagnamento alla mostra, ma un vero libro di ricerca, destinato a rimanere nel tempo”.
I contributi del catalogo
Dopo i saggi introduttivi, il volume propone una serie di contributi che affrontano il tema dei culti delle acque da prospettive archeologiche, storiche e religiose.
Tra i saggi presenti nel catalogo figurano:
Chiara Squarcina, Margherita Tirelli, Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari
Giuseppe Sassatelli, Acque sacre tra Etruschi e Veneti
Elisabetta Govi, Laura M. Michetti, Santuari e luoghi di culto etruschi
Loredana Capuis, Santuari e luoghi di culto dei Veneti
Maddalena Bassani, Il termalismo naturale e i culti alle acque
Daniele F. Maras, Le divinità e i loro nomi nel mondo etrusco
Daniele F. Maras, Le dediche e i devoti nel mondo etrusco
Anna Marinetti, Le divinità e i loro nomi nel mondo veneto
Anna Marinetti, I devoti e i loro nomi nel mondo veneto
Rossella Zaccagnini, Aspetti di valorizzazione dei beni archeologici e testimonianza del sacro
Giovanna Gambacurta, Le acque e il sacro tra Etruschi e Veneti
La seconda parte del volume è dedicata ai contesti archeologici specifici, organizzati per aree geografiche e siti:
Approdi e guadi
Laura M. Michetti, Alessandro Conti, Pyrgi. Il sacro sul mare: un porto etrusco e il suo santuario
Margherita Tirelli, Il santuario lagunare del dio Altino: la tutela divina sul crocevia internazionale dei Veneti
Alberta Tacchi, Adria. Incontri del sacro in un porto del delta padano
Tiziano Trocchi, Spina. Il sacro e le acque in una città porto
Benedetta Prosdocimi, Silvia Paltineri, Angela Ruta Serafini, Il santuario di Reitia a Este
Acque sananti
Simona Carosi, Elisa Biancifiori, Vulci. Le acque, i culti
Giulio Paolucci, Aree sacre dedicate a divinità salvifiche delle acque di Chianciano Terme e Chiusi: Sillene, Fucoli, Acqua Santa e Badiola
Jacopo Tabolli (con numerosi collaboratori), Nelle acque del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni
Elisabetta Govi, Federica Timosi, Il santuario per il culto delle acque di Marzabotto
Heinz-Werner Dämmer, Giovanna Gambacurta, San Pietro Montagnon. Sacrifici sulla riva del lago sacro
Alessandro Asta, Carla Pirazzini, Un santuario nella valle del Piave: Lagole di Calalzo
Completa il volume una ricca bibliografia finale, che testimonia l’ampiezza del dibattito scientifico su questi temi. (@EtruscanTimes)

