ROMA 22 APRILE 2026 — L’annuncio dei vincitori del Rome Prize 2026–27 segna un nuovo capitolo nella lunga storia della American Academy in Rome, istituzione che da oltre 130 anni rappresenta uno dei principali ponti culturali tra gli Stati Uniti e l’Italia, nonché uno dei centri più influenti per lo sviluppo degli studi umanistici con un focus particolare nell’area Mediterranea. Nel cuore del Gianicolo, a pochi passi da Villa Doria Pamphili, l’Accademia continua a offrire a studiosi, letterati e artisti un ambiente unico in cui confrontarsi con la stratificazione storica di Roma e con il patrimonio dell’antichità, inclusa la civiltà etrusca.
Fondata nel 1894, l’Accademia ha contribuito in modo decisivo alla crescita dell’archeologia e della storia dell’arte in Italia, ospitando generazioni di studiosi che hanno lavorato direttamente sul campo e sulle fonti, spesso in dialogo con istituzioni italiane. In questo contesto, la sezione Ancient Studies del Rome Prize riveste un ruolo centrale, costituendo uno spazio privilegiato per la ricerca sull’antichità mediterranea e italica.

Come ha dichiarato Peter N. Miller, presidente e CEO dell’Accademia, il nuovo gruppo di borsisti è unito da un forte impegno verso il dialogo interdisciplinare, mentre Calvin Tsao, presidente del Board of Trustees, ha sottolineato il valore della continuità storica del programma. I 31 Fellows selezionati quest’anno provengono da un totale di 958 candidature, con un tasso di accettazione del 3%, e risiederanno a Roma tra i cinque e i dieci mesi a partire da settembre 2026.
I vincitori della sezione Ancient Studies
Per il 2026–27, i Rome Prize in Ancient Studies sono stati assegnati a Rebecca L. Kerns (University of Cincinnati, una tesi sulla prevenzione degli incendi a Roma antica), Francesca LaPasta (dottoranda alla University of California, Berkeley con ricerche sulla schiavitu’), Rachel Love (Harvard University, esperta di Livio e della storiografia latina), Jordan Rogers (North Carolina State University, storico sociale del Mediterraneo antico) e Tom Zhuohun Wang (Yale University, studioso delle province romane)
La giuria di Ancient Studies
La selezione dei vincitori della sezione Ancient Studies è stata affidata a una giuria composta da studiosi di alto profilo internazionale: Liana Brent, Sophie Crawford-Brown, Caroline Goodson, Jeremy Hartnett, Francesca Martelli, Kelly Shannon-Henderson. La presenza della medievista Goodson, borsista nel 2003 presso la stessa Accademia americana, evidenzia il ruolo dell’istituzione come nodo centrale della ricerca sul paesaggio storico italiano, mentre studiosi come Jeremy Hartnett e Francesca Martelli rappresentano ambiti consolidati degli studi classici, dall’archeologia urbana alla letteratura latina. Da segnalare anche che il Rome Prize assegnato alla LaPasta e’ dedicato a Emeline Hill Richardson, la decana degli studi etruschi negli Usa, scomparsa nel 1999 a 89 anni. Negli anni Cinquanta, dopo aver vinto una borsa all’Accademia Americana, Emmeline Richardson entro’ nel team dell’Accademia che scavava a Cosa e rimase in Italia fino al 1955 quando, con il marito Larry, lui stesso classicista affermato conosciuto durante il lavoro sul campo nell’antica citta’ etrusca, rientro’ negli Usa per insegnare in una serie di universita’ tra cui Yale, Stanford e la New York University.
Un’eredità fondamentale per la cultura italiana
Una storia personale che dimostra tuttavia come, nel corso del Novecento e fino a oggi, la American Academy in Rome abbia avuto un impatto profondo sulla conoscenza e valorizzazione del patrimonio italiano. In particolare, l’interazione tra studiosi stranieri e contesto locale ha favorito nuove metodologie, dalla topografia antica all’archeologia del paesaggio, fino alle più recenti applicazioni digitali.
Per gli studi etruschi, questo contributo è stato cruciale: l’approccio interdisciplinare promosso dall’Accademia ha permesso di integrare dati archeologici, epigrafici e storici in una visione più ampia delle società dell’Italia preromana. La nuova generazione di Fellows si inserisce dunque in una linea di continuità che guarda al futuro senza perdere il legame con una tradizione di ricerca profondamente radicata.
La cerimonia ufficiale del Rome Prize si e’ svolta il 22 Aprile a New York, ma sarà Roma, ancora una volta, il luogo in cui queste ricerche prenderanno forma, in dialogo diretto con il tessuto storico della città e del territorio italiano. In un momento in cui le discipline umanistiche sono chiamate a rinnovare i propri strumenti e linguaggi, il ruolo dell’Accademia americana resta centrale nel promuovere una riflessione critica sul passato e sulle sue eredità contemporanee (@EtruscanTimes)


