Il volume di Cecilia Predan sulla Necropoli di Casale del Fosso (Veio)

ROMA, 15 GENNAIO 2026 – Pubblicata da Edizioni Quasar nella collana Scienze dell’Antichità, la monografia La Necropoli di Casale del Fosso. Veio tra periodo villanoviano ed età orientalizzante, a firma di Cecilia Predan, affronta in modo sistematico uno dei complessi funerari più significativi dell’Etruria meridionale, restituendo un quadro aggiornato e approfondito delle fasi più antiche della città di Veio.

Cecilia Predan

La necropoli di Casale del Fosso comprende alcune tra le tombe più ricche e prestigiose del centro veiente, tra cui la celebre coppia principesca delle tombe 871–872 e la nota tomba 1036, oggi esposte al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Questi contesti, già noti alla letteratura, trovano nella monografia una rilettura complessiva e criticamente fondata.

Il lavoro di Cecilia Predan rappresenta un contributo di grande rilievo per lo studio dell’Etruria arcaica e, in particolare, per la comprensione delle dinamiche che caratterizzano Veio tra IX e VII secolo a.C. La prima parte del volume presenta l’edizione integrale della necropoli, composta da 249 tombe, in gran parte a inumazione, attraverso una revisione puntuale della documentazione archeologica, il catalogo completo dei contesti e la classificazione tipologica delle strutture e dei materiali.

La seconda parte è dedicata all’analisi interpretativa dei dati, con un’attenzione particolare alle pratiche funerarie, ai rituali e ai corredi. Attraverso uno studio sistematico delle sepolture, l’autrice ricostruisce le profonde trasformazioni sociali, ideologiche e culturali che interessano la comunità veiente nel passaggio dal periodo villanoviano all’età orientalizzante. In questo quadro assumono un ruolo centrale alcune produzioni artigianali, veri e propri “fossili guida”, che segnano il passaggio dalla tomba a fossa alla tomba a camera e testimoniano l’adesione a modelli culturali di matrice greca e orientale.

Il volume conclude un lungo percorso di ricerca, confluito nella tesi di dottorato dell’autrice, e si inserisce nel solco degli studi avviati negli anni ’70 dalla cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche della Sapienza Università di Roma, poi proseguiti da Luciana Drago nell’ambito del progetto sulle necropoli arcaiche di Veio. Frutto di anni di studio e di una lettura critica delle fonti archeologiche, arricchita da un costante confronto con la bibliografia nazionale e internazionale, il volume si distingue per il rigore metodologico e la solidità dell’impianto scientifico. (@EtruscanTimes)

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